CAFFET AL MEB: L’ECONOMIA GLOBALE TRA CALMA E RISCHI

Al MEB, Jean-Christophe Caffet analizza l’economia globale: crescita in rallentamento, geopolitica instabile, transizione energetica e nuove sfide per l’Europa.

Il Monaco Economic Board ha ospitato Jean-Christophe Caffet, capo economista di Coface, in un incontro realizzato in collaborazione con Gramaglia e Banque Populaire Méditerranée. L’evento ha anticipato il Colloque Risque Coface di Parigi ed è stato l’occasione per una lettura approfondita dello scenario macroeconomico internazionale.

Caffet ha descritto l’attuale contesto come una fase di “calma apparente nella tempesta”: gli indicatori economici mostrano una relativa stabilità ma l’incertezza resta elevatissima. Secondo l’economista non è ancora chiaro se il sistema globale abbia superato le principali turbolenze o se si trovi semplicemente nell’occhio del ciclone.

Ampio spazio è stato dedicato alla transizione energetica. Pur riconoscendo la difficoltà di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, Caffet ha sottolineato come il processo sia ormai strutturale e strategico soprattutto per Europa e Cina, fortemente dipendenti dall’estero per le risorse energetiche. Contrariamente a quanto spesso si crede, l’elettricità verde risulta oggi più competitiva in termini di costi di produzione.

Sul fronte commerciale, l’analisi ha riguardato le politiche protezionistiche statunitensi, ritenute poco efficaci poiché il loro impatto ricade principalmente su imprese e consumatori americani. Nel contesto di un crescente decoupling tra Stati Uniti e Cina, l’Europa potrebbe inoltre subire un afflusso di prodotti cinesi dovuto a una forte sovracapacità industriale, con rischi concreti per il tessuto produttivo europeo.

Le dinamiche dell’inflazione restano divergenti: negli Stati Uniti dovrebbe mantenersi sopra gli obiettivi monetari fino alla fine del 2026 mentre in Europa le pressioni si sono attenuate.

Lo scenario centrale presentato prevede una crescita mondiale in lieve rallentamento al 2,6% nel 2026, con rischi orientati al ribasso e un aumento già visibile delle insolvenze aziendali in molte economie avanzate.