La Dante Alighieri di Monaco celebra musica e poesia con un concerto ispirato alla Vita Nova, con il coro Vocalia Concentus diretto dal Maestro Stefano Visconti

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Bella serata al Teatro des Variétés, dove la Dante Alighieri ha proposto un appuntamento musicale di grande raffinatezza intitolato “Nel mondo si vede meraviglia. La poesia di Dante in musica”. Un titolo non casuale, come ha spiegato la presidente Maria Betti, tratto dalla Vita Nova (Dante) e scelto per sottolineare il legame profondo tra la lingua italiana e la musica, un connubio che attraversa secoli di storia culturale.
Protagonista sul palco il Vocalia Concentus, ensemble vocale composto da venti coristi lirici, diretto dal Maestro Stefano Visconti, già direttore del coro dell’Opéra de Monte-Carlo. Nel corso della serata Visconti ha guidato il pubblico in un vero e proprio viaggio tra parola e musica, spiegando come l’italiano sia universalmente considerato la lingua più “cantabile”. « Lo confermano – ha ricordato – cantanti di ogni nazionalità: la ricchezza delle cinque vocali, l’accento tonico e la naturale musicalità della lingua parlata rendono l’italiano una melodia già prima di essere cantato« .
Tra un’esecuzione e l’altra di un repertorio ampio e variegato, non poteva mancare Gioachino Rossini. Visconti ha sottolineato l’unicità del compositore, soprattutto nelle opere buffe, che mettono a dura prova gli interpreti con tempi serratissimi e una richiesta di articolazione rapidissima. Nelle opere serie, invece, Rossini dilata le sillabe, trasformando la parola in puro canto sospeso.
Momento particolarmente suggestivo l’esecuzione, affidata al coro femminile, delle tre canzoni religiose rossiniane Fede, Speranza e Carità. I testi, originariamente scritti in francese, sono da sempre cantati in italiano: pochi sanno però che la versione italiana fu riscritta con grande raffinatezza da Geremia Vitali, figura di primo piano nella storia musicale, fondatore della Critica Musicale, come ha ricordato il Maestro Visconti.
Il programma ha incluso anche un brano tratto da I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, ricordato come il primo compositore a scrivere non solo la musica ma anche il libretto della propria opera, una novità assoluta per l’epoca. Spazio poi a Dante con la Canzone n. 6 della Vita Nova, presentata in una raffinata riduzione per pianoforte e coro di Ermanno Wolf-Ferrari, compositore italiano moderno di grande valore, oggi poco conosciuto dal grande pubblico. A impreziosire la serata anche il pianista Aurelio Scotto, che ha accompagnato il coro con sensibilità e rigore.
In chiusura Visconti ha coinvolto direttamente il pubblico con una domanda tanto semplice quanto efficace: qual è il dialetto italiano più cantato nel mondo? La risposta, naturalmente, è stata il napoletano e da lì l’attacco corale di Funiculì Funiculà, cantata insieme alla platea.
Composta nel 1880 da Luigi Denza su testo di Peppino Turco per celebrare l’inaugurazione della funicolare del Vesuvio, la celebre canzone napoletana è stata interpretata nel tempo dai più grandi tenori del mondo, confermando ancora una volta come lingua musica e identità culturale italiana continuino a viaggiare insieme ben oltre i confini nazionali.
Prossimo appuntamenti della Dante Alighieri Monaco: 25 marzo DanteDì (Dante Day); 10 aprile conferenza con Enrico Vanzina Auditorium Rainier III
