DANTEdì 2026 A MONACO: IL VIAGGIO POETICO DI DANTE

Dalla mongolfiera simbolica alle terzine recitate al tramonto: il Principato celebra Dante Alighieri con una giornata tra arte, lingua e musica.

DANTEdì 2026 A MONACO: IL VIAGGIO POETICO DI DANTE il 25 marzo


Mercoledì 25 marzo torna Dantedì, la Giornata italiana dedicata a Dante Alighieri nel Principato di Monaco si trasforma in un’esperienza culturale, capace di unire parola, suono e visione. A promuoverla è la Dante Monaco, sotto l’Alto Patronato di S.A.R. la Principessa di Hannover e dell’Ambasciata d’Italia, con l’ambizione di rendere la lingua italiana un ponte vivo tra culture.

 L’evento sarà presentato sulle Terrasses du Soleil alle ore 11, la presidente Maria Betti guiderà il pubblico in un percorso evocativo intitolato La navicella del mio ingegno: un’immersione simbolica attorno a una mongolfiera, immagine potente di viaggio e connessione, che richiama l’ascesa poetica e spirituale della Divina Commedia. Le letture, affidate a docenti e studenti del Liceo Albert Ier si muoveranno tra italiano e francese, restituendo la musicalità universale dei versi danteschi.

Alle 17.30 fe ino al calare della sera, la scena si animerà di voci e interpretazioni dedicate alle tre Cantiche. Un intreccio creativo tra parola cantata e parola recitata darà vita a un dialogo continuo tra italofonia e francofonia. Tra i momenti più attesi, l’esibizione del Vocalia Concentus Monaco diretto dal maestro Stefano Visconti, con un repertorio che attraversa le suggestioni di Caudana e Claude Debussy.

Accanto alla musica, si alterneranno letture e performance: i testi interpretati dagli studenti dei corsi per stranieri de La Dante di Monaco, il gioco recitativo ideato da Paola Ricci, e soprattutto la voce intensa di Maurizio Di Maggio, che condurrà il pubblico nell’ultimo canto dell’Inferno, fino a quel celebre “uscir a riveder le stelle” che è promessa di luce e rinascita.

La giornata si concluderà alla Casa Diocesana presso l’auditorium Agorà, dove dalle 19 un brindisi finale suggellerà l’incontro tra arti e linguaggi. Ancora musica con il Vocalia Concentus, quindi l’intervento di Corrado Veneziano sulla magia della voce e del canto, quell’“incanto” capace di generare meraviglia, prima del saluto conclusivo della presidente Maria Betti.

In un tempo in cui le parole rischiano di perdere profondità, il Dantedì monegasco restituisce alla lingua la sua dimensione più autentica: quella di viaggio, scoperta e visione. Un invito, oggi più che mai, a salire su quella “navicella” e lasciarsi guidare dalla forza eterna della poesia.