Alla 31a giornata del Circolo di Ginecologia e Ostetricia di Grasse il professor Franco Borruto, ha spiegato la terapica fotodinamica contro l’HPV.

Terapia fotodinamica contro l’HPV: una nuova frontiera della medicina?
Il Professor Borruto, consulente del Ministero della sanità di Monaco, ha spiegato la tecnica non invasiva che potrebbe aprire nuove prospettive nella lotta contro il Papilloma virus umano, detto HPV e le lesioni precancerose del collo dell’utero. Si tratta della terapia fotodinamica (PDT), un metodo studiato dal team guidato dal ricercatore messicano Eva Ramon Gallegos, che punta a distruggere selettivamente le cellule infette senza danneggiare il tessuto sano.
Il Professor Borruto ha spiegato alla platea che la tecnica si basa su un principio relativamente semplice: una sostanza fotosensibile viene applicata localmente sul collo dell’utero e successivamente attivata da una luce specifica. Quando la sostanza viene colpita dal raggio luminoso, produce molecole altamente reattive che distruggono le cellule malate.
Il gel applicato alla paziente è l’acido 5-aminolevulinico (5-ALA), una molecola che inizialmente è inattiva. Dopo circa quattro ore di incubazione, la sostanza viene assorbita dalle cellule. Le cellule precancerose o anomake sono molto attive ed assorbono molto del gel a quel punto entra i nazione il raggio laser con una lunghezza d’onda specifica. Il gel con il raggio luminoso provocano una reazione chimica che distrugge le cellule infette.
Poiché le cellule sane accumulano molta meno sostanza fotosensibile, l’effetto distruttivo si concentra quasi esclusivamente sulle cellule malate.
PRIMI RISULTATI DELLA RICERCA
Secondo uno studio condotto su 29 pazienti e pubblicato nel 2023, i risultati preliminari sono incoraggianti. Dopo sei mesi di trattamento, l’HPV risultava eliminato nel 100% dei casi, mentre le lesioni precancerose di grado lieve (CIN I) mostravano una regressione parziale o completa in oltre la metà delle pazienti. Gli studiosi hanno osservato anche un possibile effetto aggiuntivo: la riduzione di alcuni microrganismi patogeni, come Chlamydia o Candida.
« La tecnica è promettente – spiega il professor Borruto- ma ancora sperimentale, 29 casi curati sono ancora pochini. Uno dei principali vantaggi della terapia fotodinamica è che potrebbe evitare interventi più invasivi, come la conizzazione o la procedura LEEP, che talvolta possono indebolire il collo dell’utero e creare problemi nelle gravidanze future« .
In Francia per esempio, l’acido 5-aminolevulinico è già autorizzato per la terapia fotodinamica in dermatologia, nel trattamento delle cheratosi attiniche ma non è ancora approvato per il trattamento delle infezioni cervicali da HPV.
Per questo motivo, l’uso della PDT in ginecologia resta oggi limitato a studi clinici e protocolli sperimentali. Se i risultati delle ricerche future confermeranno l’efficacia osservata finora, questa tecnica potrebbe però rappresentare una nuova arma nella prevenzione del cancro del collo dell’utero.
