I piccoli Stati Europei possono essere un esempio: il Principato di Monaco, San Marino e Malta, sono gli unici in cui la religione di Stato è quella cattolica… e da Monaco potrebbe partire un messaggio di solidarietà.

La visita di Papa Leone XIV nel Principato di Monaco si preannuncia come un forte messaggio spirituale e geopolitico.
Monaco, prima destinazione europea del Pontefice al di fuori dell’Italia. Un piccolo Stato ma profondamente internazionale, dove la religione cattolica, riconosciuta come religione di Stato nella Costituzione del 1962 sotto il Principe Ranieri III, convive con una società aperta e in cui il culto è libero.
Storicamente, i rapporti tra il Principato e la Santa Sede sono profondi e consolidati, sanciti dai concordati del 1886 e del 1982. La dinastia dei Grimaldi ha mantenuto nei secoli un legame costante con il Vaticano, condividendo valori e visioni su numerose questioni, dalla bioetica alla promozione della dignità umana. Monaco, insieme a Malta e San Marino, resta tra i pochi Paesi europei in cui il cattolicesimo è religione di Stato.
Secondo quanto dichiarato dal Segretario di Stato del Vaticano, Cardinale Parolin a Vatican News, riferendosi all’importanza di: “Le piccole nazioni si rivelano custodi naturali del multilateralismo”. In un’epoca in cui il diritto internazionale appare indebolito, Stati come Monaco rappresentano un argine contro le derive autoritarie. Per queste realtà, la norma giuridica non è un limite, ma una garanzia essenziale di libertà e sopravvivenza« .
Da qui l’auspicio che la visita possa dare nuovo slancio alla missione della Chiesa locale, rafforzando l’impegno su temi cruciali come la tutela del Creato, la difesa della vita e la solidarietà internazionale, con un’attenzione particolare ai più vulnerabili.
Papa Leone XIV potrebbe ricordare a Monaco che solo con relazioni stabili è possibile costruire una pace autentica e duratura.
UN PO’ DI STORIA, COSA PREVEDONO I CONCORDATI
Il 15 marzo 1886, Papa Leone XIII erige il Principato di Monaco a diocesi indipendente. Questa decisione, sancita da una bolla pontificia, concretizza l’ambizione del principe Charles III di ottenere l’autonomia religiosa rispetto alla diocesi di Nizza, ponendo la Chiesa di Monaco direttamente sotto l’autorità della Santa Sede. Il concordato del 1886 prevede: Monaco diventa una sede vescovile indipendente; Monsignor Theuret viene nominato primo vescovo di Monaco; per celebrare questa nuova autonomia, Monsignor Theuret commissiona la costruzione di una nuova cattedrale che sarà inaugurata nel 1911. A quell’epoca, il Principe di Monaco deteneva il diritto di nomina del vescovo.
Nel 1982, Monaco e il Vaticano rafforzarono i loro legami diplomatici a seguito di una concordato firmato nel 1981, elevando la legazione vaticana di Monaco da diocesi ad arcidiocesi. Dicembre 1982: César Solamito presenta le sue lettere credenziali in qualità di primo ambasciatore di Monaco presso la Santa Sede sotto Papa Giovanni Paolo II.
Il Concordato firmato il 25 luglio 1981 dal Principe Ranieri III sancì la rinuncia del Principe al diritto di nomina dell’arcivescovo, affidandolo alla Santa Sede.
