Alla Galerie des Pêcheurs una mostra tra arte e archeologia dedicata ai lavori del Museo di Antropologia Preistorica di Monaco.

Elena Rossoni-Notter, direttore e dottoressa in archeologia, e Marc Léandri, addetto tecnico.
ft©Direzione della Comunicazione / Manuel Vitali
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La preistoria di Monaco prende vita attraverso l’obiettivo del fotografo Stéphane Gamelin nella mostra “Fouilles” (SCAVI), allestita presso la Galerie des Pêcheurs e visitabile gratuitamente 24 ore su 24 fino al 28 giugno.
L’esposizione, organizzata dal Museo di Antropologia Preistorica di Monaco fondato dal Principe Alberto I, propone un viaggio immersivo dietro le quinte del lavoro archeologico, trasformando la ricerca scientifica in esperienza visiva ed emozionale.
A presentare la mostra il direttore del Museo di Antropologia Preistorica, Elena Rossoni-Notter archeologa e dottoressa in Preistoria, insieme alle équipe del museo e allo stesso Stéphane Gamelin, autore delle fotografie esposte.
Situata nel suggestivo passaggio naturale tra il Rocher e il quartiere del porto, la Galerie des Pêcheurs accoglie i visitatori in un percorso che racconta l’archeologia contemporanea attraverso immagini di grande forza artistica.
Gli scatti nascono dalle missioni di ricerca condotte dagli archeologi del museo e mostrano Monaco come un territorio ancora ricco di tracce da esplorare e interrogare. Dalle profondità della Grotte de l’Observatoire ai cantieri urbani del Principato, la mostra svela il lavoro quotidiano di chi studia il passato per comprendere meglio la storia del territorio.
Attraverso giochi di luce, prospettive e chiaroscuri, Stéphane Gamelin riesce a catturare la dimensione umana e quasi poetica della ricerca archeologica: il gesto preciso dello scavo, l’analisi paziente dei reperti, il dialogo silenzioso tra scienza e tempo.
“Fouilles” trasforma così il rigore scientifico in un racconto visivo coinvolgente, invitando il pubblico a immergersi in un viaggio attraverso migliaia di anni di storia nascosti sotto il suolo monegasco.
La mostra conferma anche la vocazione del Museo di Antropologia Preistorica come luogo di ricerca viva e in continua evoluzione, fedele alla visione del Principe Alberto I che oltre un secolo fa volle creare nel Principato un centro dedicato allo studio delle origini dell’uomo e delle civiltà preistoriche.
