SICCITÀ: MONACO PUNTA SULLE NUOVE RISORSE

Il vice-direttore de la Société Monégasque des Eaux, Marine Peglion, presenta la strategia per garantire l’approvvigionamento idrico fino al 2050.

Il vice-direttore de la Société Monégasque des Eaux, Marine Peglion, presenta la strategia per garantire l'approvvigionamento idrico fino al 2050.
Il vice-direttore de la Société Monégasque des Eaux Marie Peglion, Ft.©WSM Agency

Di fronte a una siccità che da mesi interessa mezz’Europa e anche il Principato di Monaco, abbiamo icontrato il vice-direttore de la Société Monégasque des Eaux, Marine Peglion, per fare un punto sulla situazione idrica. « Voglio premettere che non siamo ancora in allerta come nel 2023 ma in stato di vigilanza e che adottare semplici gesti quotidiani può fare la differenza per preservare una risorsa sempre più preziosa – spiega Marine Peglion – Monaco ha già fatto enormi progressi ma oggi ogni goccia d’acqua risparmiata conta! Parlo di quei gesti di buon senso come chiudere il rubinetto quando non si utilizza l’acqua, evitare sprechi inutili e irrigare giardini e aree verdi nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente prima delle 8 del mattino o dopo il tramonto, sono comportamenti semplici ma fondamentali ».

Monaco ha già ridotto i consumi del 25%

« Il Principato rappresenta già oggi un esempio virtuoso nella gestione della risorsa idrica. Se nel 2000 il consumo annuo superava i 6 milioni di metri cubi, oggi è sceso a circa 4,5 milioni, nonostante la crescita della popolazione, dell’attività economica e del turismo – spiega Peglion –L’economia ha continuato a svilupparsi, ma i consumi sono diminuiti grazie a una maggiore consapevolezza collettiva. Alberghi, aziende, porti e privati hanno preso le giuste iniziative e tutti hanno investito in apparecchiature sempre più efficienti, come lavatrici e lavastoviglie di nuova generazione, contribuendo a limitare gli sprechi. Certo l’arrivo del nuovo quartiere Mareterra comporterà inevitabilmente un leggero aumento della domanda d’acqua ma l’obiettivo della Société des Eaux è riuscire a mantenere i consumi complessivi sotto controllo« .

Marie Peglion davanti all'entrata de la Société Monégasque des Eaux

Una rete tra le più efficienti d’Europa

Sappiamo che la Société Monégasque des Eaux da sempre è molto attenta alla manutenzione della rete idrica, è già molto importante come si può ancora migliorare? « La rete idrica ha un rendimento superiore al 95%, uno dei livelli più elevati del settore. Il risultato è frutto di continui lavori di rinnovo delle infrastrutture e di una ricerca preventiva e costante delle perdite, che permette di intervenire prima che si trasformino in dispersioni significative. Queste attività rientrano nella strategia Monaco 2050, che punta a garantire un approvvigionamento idrico sicuro anche in un contesto climatico sempre più incerto« .

Nuove sorgenti e ricerca di risorse alternative

Per rafforzare l’autonomia del Principato, nel 2023 è entrata in funzione una sorgente che abbiamo recuperato, sotto la Chapelle de l’Annonciade, di fronte alla Torre Odeon. Un pozzo profondo circa 80 metri consente di pompare in modo continuo circa 30 metri cubi d’acqua all’ora.

Quante sorgenti ci sono a Monaco? « Attualmente Monaco dispone di sei sorgenti, che coprono però solo il 22% del fabbisogno complessivo. Il restante approvvigionamento proviene dalla Francia, rendendo ancora più importante la ricerca di nuove risorse locali. Sono in corso studi per recuperare completamente la sorgente Marie, oggi sfruttata solo in parte, e per ritrovare l’interezza della sorgente Vaulabelle, perduta in parte alla costruzione del Grimaldi Forum, stiamo per lanciare uno studio per vedere in che modo recuperare il resto della sorgente« .

La sorgente Vaulabelle a Monaco
La sorgente Vaulabelle a Monaco

Le sfide del futuro: riuso dell’acqua e desalinizzazione?

Tra le priorità della Société des Eaux figura anche lo sviluppo delle cosiddette acque non convenzionali, come quelle provenienti dai valloni del Principato, già utilizzate per irrigare alcune aree verdi, tra cui il Larvotto.

« Stiamo studiando sistemi di riutilizzo delle acque reflue depurate, provenienti non solo da Monaco ma anche da Beausoleil, da una parte di Cap-d’Ail e da La Turbie. Il volume disponibile sarebbe superiore ai fabbisogni del Principato ma restano da risolvere le questioni legate alle infrastrutture necessarie per distribuirle e utilizzarle, ad esempio per il lavaggio delle strade o l’irrigazione dei giardini. Tutto questo infatti richiederebbe enormi lavori nella rete idrica – aggiunge la dirigente dell’azienda idrica monegasca. – La Société Monégasque des Eaux sta valutando anche l’ipotesi della desalinizzazione dell’acqua di mare, pur evidenziandone gli elevati consumi energetici, i costi, la produzione di residui salini e la necessità di ampi spazi tecnici.

Oggi solo dall’1 al 3% dell’acqua distribuita viene utilizzata per bere e cucinare – ricorda il vice direttore – Per tutti gli altri usi dobbiamo sviluppare soluzioni alternative e sostenibili« .

Monitoraggio costante della siccità

La Société Monégasque des Eaux segue costantemente l’evoluzione della situazione idrica in stretto contatto con il Comitato Siccità della Prefettura delle Alpi Marittime. I dati aggiornati sui livelli delle risorse e dei bacini sono consultabili sul sito internet dell’azienda, nella cosiddetta Météo de l’Eau consentendo ai cittadini di seguire in tempo reale l’evoluzione della situazione.

Météo de l’Eau sul sito de La