Pier Paolo Calzolari è alla 21Art a Monaco, nel quartiere di MareTerra, una mostra che racconta la ricerca di uno dei grandi protagonisti dell’Arte Povera.

È la materia, prima ancora dell’immagine, a parlare nelle opere di Pier Paolo Calzolari, tra i più importanti rappresentanti dell’Arte Povera, protagonista della nuova mostra inaugurata alla 21Art , sul Quai du Petit Portier a MareTerra.

Curata da Sergio Risaliti, già direttore del Museo Novecento di Firenze, l’esposizione riunisce una selezione di lavori realizzati prevalentemente nel 2025, accompagnati da alcune incursioni nel passato recente. Un percorso che testimonia la continuità di una ricerca iniziata oltre cinquant’anni fa e ancora capace di interrogare la percezione e il rapporto tra opera, materia e spazio. Aria, fuoco, terra e acqua sono alcuni degli elementi primari dell’universo di Calzolari, ricomposti attraverso materiali e oggetti eterogenei. Per l’artista tutto può diventare parte dell’opera: materia, sensazioni olfattive, presenze, tracce e persino fantasmi. Una sorta di alchimia attraverso la quale ciò che appartiene alla realtà fisica entra nel campo dell’arte e lo trasforma.
« Io concepisco il lavoro in uno spazio pubblico come un tempio, una basilica laica, un posto dove la gente lascia odori, segni, tracce, sudori, pensieri, desideri, richieste, preghiere« , racconta Calzolari. Presenze che l’artista considera vere e proprie linee di forza, percepibili nello spazio e capaci di entrare in relazione con l’opera.
È una concezione dell’arte profondamente sensoriale, nella quale l’oggetto reale finisce quasi per mettere in discussione l’immagine dipinta: una volta entrata nello spazio visivo, la materia acquista una presenza che non ha più bisogno di essere rappresentata.
Ma è parlando delle nuove generazioni che Calzolari offre forse la riflessione più inattesa. Gli abbiamo chiesto che cosa pensasse dei giovani artisti e la risposta arriva immediata: « Sono toccanti, perché ancora sono capaci di sognare. I quarantenni invece sono già pietrificati. Il sogno è come la poesia«
Una frase che sembra racchiudere anche il senso della sua stessa ricerca: dopo oltre mezzo secolo di lavoro, continuare a guardare la materia significa, forse, continuare a cercare in essa qualcosa che ancora non esiste.
La mostra resterà visibile fino al 9 gennaio alla galleria 21Art Quai du Petit Portier, MareTerra, Monaco.
