Oltre 800 nuovi coralli osservati dal 2023 nelle grotte sottomarine del Centro Scientifico di Monaco. Ora i ricercatori sperimentano un sistema con la luce.

La luce potrebbe diventare una preziosa alleata nella conservazione del corallo rosso del Mediterraneo. È questa la nuova strada esplorata dai ricercatori del Centro Scientifico di Monaco (CSM), impegnati a comprendere come favorire la riproduzione e la crescita di Corallium rubrum, una specie dalla crescita estremamente lenta, appena 1-8 millimetri all’anno, e sottoposta a forti pressioni ambientali.
Dal luglio 2021, sei speciali grotte a corallo sono state installate a 40 metri di profondità nelle acque territoriali monegasche, nell’ambito del programma di ricerca CSM–CHANEL dedicato alla biologia dei coralli preziosi.
Ft©CSM
I risultati sono incoraggianti: dal 2023 sono state osservate oltre 800 nuove nascite, un importante passo avanti nella comprensione delle condizioni necessarie alla riproduzione, all’insediamento delle larve e alle prime fasi di sviluppo.
Attirare il plancton con la luce
La nuova fase della ricerca, avviata a metà settembre 2026, affronta una questione fondamentale: come garantire ai giovani coralli una maggiore disponibilità di cibo? « Il corallo rosso è un organismo sessile, che non può spostarsi alla ricerca di nutrimento« , spiega Stéphanie Reynaud, ricercatrice del CSM. La sua alimentazione dipende dalla cattura di particelle e plancton trasportati dalle correnti marine. Dopo aver studiato la circolazione dell’acqua e modificato la disposizione delle grotte per favorire il passaggio del plancton, gli scienziati stanno sperimentando un’altra soluzione: utilizzare sorgenti luminose per attirare gli organismi planctonici verso le colonie.
I primi test hanno confermato che la luce può aumentare la presenza di plancton nelle vicinanze dei coralli. Resta ora da verificare se questa maggiore disponibilità alimentare possa migliorare effettivamente la riproduzione, l’insediamento delle nuove larve e la loro crescita.


Grotte rinnovate e controlli ogni quindici giorni
Anche le strutture sottomarine sono state perfezionate. Dopo aver sperimentato diversi materiali, i ricercatori hanno scelto lastre di marmo bianco per rivestire il soffitto delle grotte, individuandole come il substrato più favorevole all’insediamento dei giovani coralli. Durante i lavori, le colonie sono state temporaneamente trasferite negli acquari del CSM e successivamente riportate a 40 metri di profondità, grazie al supporto della Divisione della Polizia Marittima e Aeroportuale di Monaco, che ha messo a disposizione l’imbarcazione Princesse Gabriella, l’equipaggio e i sommozzatori.
I ricercatori effettueranno ora controlli ogni quindici giorni per seguire l’evoluzione delle colonie.Con oltre quindici pubblicazioni scientifiche già realizzate sulla biologia del corallo rosso, il programma CSM–CHANEL punta a sviluppare nuove conoscenze e tecniche di coltivazione in mare, utili alla conservazione di una delle specie più emblematiche e vulnerabili del Mediterraneo. La sfida non è soltanto far nascere nuovi coralli ma creare le condizioni perché possano sopravvivere e crescere nel tempo.
