LL.AA.SS. i Principi Albert II e Charlene, hanno riunito un centinaio di grandi donatori per la prima edizione del Monaco Summit on Philanthropy.
Provenienti da oltre 20 Paesi e 5 continenti, i filantropi hanno discusso sul futuro delle fondazioni, le nuove generazioni e l’intelligenza artificiale e si sono chiesti: come può la filantropia contribuire a risolvere le grandi sfide del nostro tempo? E quale ruolo possono svolgere i grandi donatori privati in un mondo segnato da crisi, disuguaglianze e profonde trasformazioni tecnologiche? Il centinaio di filantropi e responsabili di importanti fondazioni internazionali, rappresentavano patrimoni complessivi stimati in 150 miliardi di euro.
Ft.©M.Alesi/PalaisPrincierMonaco

L’evento è stato organizzato congiuntamente dalla Fondazione Principe Alberto II di Monaco e dalla Fondazione Principessa Charlène di Monaco, con il sostegno della Tocqueville Foundation. Il vertice nasce con l’ambizione di diventare un appuntamento annuale di riferimento per la filantropia internazionale.

La filantropia può andare al di là delle urgenze
Nel suo intervento inaugurale, S.A.S. il Principe Albert II ha sottolineato una delle caratteristiche che distinguono l’azione filantropica da quella delle istituzioni pubbliche: la possibilità di investire nel lungo periodo, sostenendo anche progetti innovativi o cause ancora poco conosciute.
« La filantropia ha un ruolo decisivo da svolgere, perché gode di una libertà rara: la libertà di agire nel lungo periodo, di assumersi dei rischi e di sostenere cause che non ricevono ancora l’attenzione che meritano « , ha dichiarato il Sovrano, ricordando che « mentre i governi spesso ragionano in termini di anni, la filantropia può pensare in termini di generazioni « .
S.A.S. la Principessa Charlene ha invece richiamato l’attenzione sulla dimensione umana della solidarietà, sottolineando che il valore della filantropia non si misura soltanto attraverso le risorse economiche mobilitate. « Per me, la filantropia comincia dalla volontà di prendersi cura degli altri e dall’umiltà di saper ascoltare « , ha affermato. La sua forza, ha aggiunto, risiede anche nella fiducia costruita, nelle relazioni sviluppate e nelle idee alle quali viene offerta la possibilità di crescere.

Dalle nuove generazioni all’intelligenza artificiale
Il Summit ha riunito tre generazioni di protagonisti della filantropia: dai fondatori delle grandi organizzazioni ai loro successori, chiamati a ripensare strumenti, priorità e modalità d’intervento. Le discussioni hanno affrontato il rapporto tra filantropia, istituzioni pubbliche ed economia, la capacità delle fondazioni di anticipare le crisi e il contributo delle iniziative private allo sviluppo delle società. Particolare attenzione è stata riservata al Next Generation Circle, uno spazio dedicato agli eredi e ai giovani protagonisti della filantropia, chiamati a esprimere la propria visione sul futuro dell’impegno sociale.
La giornata si è conclusa con una riflessione sull’impiego concreto dell’intelligenza artificiale, una tecnologia destinata a influenzare anche il funzionamento delle fondazioni, dall’analisi dei bisogni alla gestione dei progetti. Il confronto ha inoltre sollevato una questione fondamentale: con l’aumento delle risorse e dell’influenza dei grandi donatori, diventa sempre più importante interrogarsi sulla trasparenza, sulla governance e sul rapporto tra iniziativa privata e interesse collettivo.
Il Premio del Principe per la filantropia innovativa
Nel corso del Summit è stato assegnato anche il Premio del Principe per la filantropia innovativa, conferito quest’anno alla Mohammed bin Rashid Al Maktoum Global Initiatives (MBRGI), organizzazione filantropica con sede a Dubai.
Il riconoscimento, consegnato dal Principe Alberto II a Ibrahim Al Balooshi, direttore della Sostenibilità e delle Partnership dell’organizzazione che premia l’impegno di MBRGI in ambiti quali aiuti umanitari, sanità, istruzione, innovazione e sviluppo delle comunità.
Fondata sotto la guida dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e sovrano di Dubai, l’organizzazione riunisce numerose iniziative umanitarie e di sviluppo, con particolare attenzione a soluzioni sostenibili e innovative.

