VIOLENZA ALLE DONNE, DUE DOMANDE A FAHIMEH ROBIOLLE

Tre associazioni monegasche, Aux Coeurs des Mots, Soroptimist International e lo Zonta Club, hanno organizzato un’emozionante conferenza portando la testimonianza di donne afghane e iraniane contro la violenza alle donne. Abbiamo posto due domande a Fahimeh Robiolle, ingegnere, iraniana, che per anni ha insegnato anche in Afghanistan.

Professoressa lei vive in Francia da 44 anni ma non ha mai abbandonato le donne iraniane e afghane e per quello che lei può continua ad aiutarle e battersi per la loro libertà. Com’è la situazione delle donne in Afghanistan oggi?

F.R.: Le donne in Afghanistan non esistono più! Completamente eliminate da ogni forma di vita sociale. Rinchiuse in un burka e dentro 4 mura. Io venni in Francia quando lo Scià di Persia fu esiliato. Con quello che accade in questi anni in Iran e in Afghanistan tutti i ricordi sono tornati alla mente e per questo ho voluto scrivere un libro affinché la gente abbia possibilità di capire di più intitolato “Femme, Vie, Liberté-Parlons-en !”.

MCin: E in Iran, cosa si può fare per aiutare le sue compatriote?

F.R.: Il regime in Iran non corrisponde a come vogliono vivere oggi uomini e donne. È u nregime ormai superato e restano attaccati grazie al sostegno della guardia repubblicana che abbiamo chiesto alle autorità internazionali di inserirli nella lista dei terroristi. Come si può aiutare la popolazione iraniana? Noi non chiediamo interventi per liberare il popolo da questo governo oppressore chiediamo solo ai governi occidentali, ai parlamenti di non dialogare con il regime perché è un regima terrorista ma di supportare l’opposizione.

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