Il Comitato dei diritti delle donne di Monaco ha presentato i risultati e le nuove priorità per il 2026, puntando su prevenzione, formazione e cooperazione.

Un anno intenso, fatto di dati, campagne virali e formazione sul campo. Il Comitato per la promozione e la protezione dei diritti delle donne ha presentato il suo settimo rapporto annuale nel corso della riunione plenaria che ha riunito istituzioni, servizi dello Stato e associazioni impegnate sul fronte dell’uguaglianza.
Presieduta da Isabelle Berro-Amadeï, Ministro delle Relazioni Estere e della Cooperazione, la plenaria ha messo in luce un 2025 segnato da una mobilitazione concreta e trasversale, capace di dare visibilità a temi ancora troppo spesso invisibili.
Dati, campagne e formazione: i numeri del 2025
A tracciare il bilancio è stata la Delegata interministeriale per i diritti delle donne, Céline Cottalorda, che ha ricordato tre pilastri fondamentali dell’azione del Comitato: conoscenza, prevenzione e formazione.
Tra i risultati più significativi: Due studi statistici chiave, dedicati alle violenze contro le donne e al divario salariale tra donne e uomini. Due grandi campagne di sensibilizzazione, tra cui “POWHER” per l’8 marzo e la campagna del 25 novembre sul controllo coercitivo, con il video “Boîte Noire” che ha superato 800.000 visualizzazioni sui social. Oltre 230 professionisti formati, tra accoglienza delle vittime di violenze domestiche e prevenzione del sessismo sul lavoro nella funzione pubblica.
2026: nuove priorità e dimensione europea
Guardando al futuro, il Comitato ha già fissato le priorità per il 2026. In cima all’agenda:
- La lotta alle violenze economiche, ancora poco riconosciute ma altamente impattanti
- Il rafforzamento delle sinergie tra istituzioni, servizi pubblici e mondo associativo
Il 2026 sarà anche un anno chiave sul piano internazionale: Monaco porterà le proprie azioni e buone pratiche in materia di diritti delle donne al Congresso dei Poteri Locali e Regionali, nell’ambito della presidenza monegasca del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
In chiusura, Isabelle Berro-Amadeï ha ricordato che, nonostante i progressi degli ultimi decenni, l’uguaglianza resta fragile e disomogenea a livello globale. Da qui l’importanza di continuare a investire, senza abbassare la guardia.
