UN PIANO PER LA BIODIVERSITÀ DELLE ALPI IN VISTA DEL 2027

A Monaco gli esperti gli esperti internazionali si sono riuniti per finalizzare il nuovo Piano d’azione per la biodiversità alpina, tra tutela degli ecosistemi e sfide climatiche.

Piano d'azione a Monaco definito da esperti internazionali per la biodiversità per la conferenza del 2027
Ft.D.R.

Presso l’Auditorium Rainier III, si è svolta una riunione strategica del Comitato Biodiversità della Convention Alpine. Gli esperti provenienti da Slovenia, Austria, Italia, Svizzera, Germania, Francia e Monaco si sono incontrati per mettere a punto la versione finale del nuovo Piano d’azione per la biodiversità delle Alpi, che sarà sottoposto all’adozione durante la prossima Conferenza alpina prevista per gennaio 2027.

L’incontro ha rappresentato una tappa decisiva di un lungo percorso di lavoro congiunto, volto a definire una strategia comune per la tutela e la valorizzazione degli ecosistemi alpini. Il nuovo Piano d’azione si fonda su quattro punti fondamentali per la sua attuazione: conservazione, ripristino, connettività ecologica e monitoraggio.

Nel corso dei lavori, Astrid Claudel-Rusin, Capo sezione presso la Direzione dell’Ambiente e co-presidente di uno dei gruppi tematici del Comitato, ha sottolineato l’importanza di concludere il ciclo di preparazione di questo Piano e di condividere qui a Monaco i risultati dei lavori svolti all’interno dei quattro gruppi tematici che ne costituiscono l’ossatura operativa.

Gli scambi avvenuti nel Principato hanno permesso di confrontare approcci diversi, rafforzare le sinergie tra i Paesi alpini e consolidare una visione condivisa. Un elemento essenziale per affrontare in modo coordinato le sfide sempre più complesse che interessano i territori alpini.

Il Piano d’azione per la biodiversità delle Alpi dovrà infatti rispondere a pressioni crescenti: il cambiamento climatico, l’impatto delle attività umane sugli ambienti naturali e l’evoluzione degli usi del territorio. In questo contesto, la cooperazione internazionale e il dialogo scientifico assumono un ruolo centrale per garantire la resilienza degli ecosistemi alpini e la salvaguardia del loro straordinario patrimonio naturale per le generazioni future.