L’Ambasciata d’Italia nel Principato ha organizzato una conferenza dedicata al CIESM, tra cooperazione scientifica, tutela della biodiversità e sfide climatiche nel Mediterraneo.


In occasione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo (GRIM), l’Ambasciata d’Italia a Monaco ha organizzato una conferenza dal titolo “L’Italia e il CIESM: una storia rivolta all’avvenire”, inserita nel calendario delle celebrazioni promosse dalla rete diplomatica italiana a livello globale.
Ad aprire la serata è stato il benvenuto dell’Ambasciatore Manuela Ruosi, che ha ringraziato il Direttore del Museo Oceanografico per l’ospitalità nella prestigiosa sala conferenze, oltre all’addetto scientifico dell’Ambasciata, Marco Borra, per il contributo all’organizzazione dell’evento. Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha sottolineato il ruolo centrale svolto dal CIESM, Commissione Internazionale per l’Esplorazione Scientifica del Mar Mediterraneo, da oltre un secolo nella conoscenza, tutela e valorizzazione del Mediterraneo.
Fondato nel 1919, il CIESM nasce con l’obiettivo di riunire la comunità scientifica dei Paesi rivieraschi per comprendere meglio gli ecosistemi marini. Oggi, di fronte alle sfide globali, l’organismo continua a evolversi, ponendo tra le sue priorità la protezione della biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse marine e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
La parola è poi passata al Direttore del CIESM, la dottoressa Laura Giuliano, che ha ripercorso le tappe fondamentali della storia dell’organizzazione, evidenziando il forte legame con il Principato di Monaco e, in particolare, con il Principe Alberto I, pioniere dell’oceanografia moderna.
Dalle prime esplorazioni marittime alla nascita della scienza oceanografica, il percorso è stato segnato da tappe cruciali: dalle prime carte marine alle spedizioni scientifiche, fino alla celebre missione della nave Challenger, che tra il 1872 e il 1876 raccolse dati fondamentali sugli oceani. Fu proprio il Principe Alberto I a intuire l’importanza della ricerca scientifica per una gestione sostenibile delle risorse marine, trasformando i suoi yacht in vere e proprie navi oceanografiche e avviando studi sistematici anche nel Mediterraneo.
Già agli inizi del Novecento, figure come il professor Decio Vinciguerra e il matematico Vito Volterra posero le basi per una cooperazione internazionale nello studio dei mari, portando alla creazione del CIESM, ufficialmente fondato nel novembre 1919 con il sostegno dello stesso Principe Alberto I, che ne fu il primo presidente fino al 1923.
Oggi il CIESM rappresenta una piattaforma di cooperazione scientifica che coinvolge 23 Paesi. Se nella fase iniziale la ricerca era suddivisa in discipline separate, oceanografia, chimica, meteorologia e biologia, nel tempo si è evoluta verso un approccio interdisciplinare, fondamentale per comprendere il funzionamento degli ecosistemi marini e prevedere gli impatti dei cambiamenti climatici nel lungo periodo.
Dal 15 settembre 2025, l’Italia è tornata alla guida del CIESM, confermando il proprio ruolo di primo piano nella ricerca marina e nello studio della biodiversità mediterranea. Un impegno che si traduce nel motto “osservare, comprendere, prevedere”, pilastri di una scienza sempre più orientata all’azione.
Il Mediterraneo osservato sempre più in profondità

Nel corso della conferenza sono intervenuti anche due ricercatori. Gianmarco Luna, direttore della ricerca CNR-IRBIM, ha illustrato i principali rischi che minacciano oggi il Mar Mediterraneo, considerato un hotspot di biodiversità, soffermandosi in particolare sull’impatto della pesca e sulle innovazioni nelle reti per ridurre le catture accidentali di delfini e tartarughe.
Emanuela Fanelli , professore all’università Politecnico delle Marche, s’interessa del funzionamento degli eco-sistemi, ed ha approfondito gli ecosistemi marini profondi e le specie vulnerabili, come squali e razze, sottolineando il loro ruolo di “sentinelle” della salute del mare, grazie alla loro longevità e sensibilità ai cambiamenti ambientali.
Al termine della serata, l’Ambasciatore Ruosi ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia alla Direttore del CIESM, Laura Giuliano, per la sua attività professionale alla guida dell’organizzazione dal 2023, che ha contribuito a dare lustro al Principato e a rafforzare la cooperazione scientifica internazionale nel Mediterraneo.
Una serata che ha messo in luce come la cooperazione scientifica internazionale, sostenuta anche dall’Italia, sia oggi più che mai essenziale per affrontare le sfide globali e garantire un futuro sostenibile al Mar Mediterraneo.

