IL PROGRAMMA DI MONACO AL CONSIGLIO D’EUROPA

Tra le sfide e le priorità diplomatiche del semestre monegasco Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ci sono i diritti umani, i giovani e il multilateralismo.

IL PROGRAMMA DI MONACO AL CONSIGLIO D'EUROPA, l osvela il minsitro Berro-amedei
Il Ministro Isabelle Berro-Amedei con l’Ambasciatore Gabriel Revel. Ft. WSM Agency

Il Minsitro per le Relazioni Estere e la Cooperazione, Isabelle Berro-Amadeï, ha delineato gli obiettivi di questo mandato durante una recente conferenza stampa. È apparso subito chiaro che il Principato vuole ritagliarsi un ruolo attivo nelle dinamiche comunitarie. « Alla guida del Comitato dei Ministri, Monaco avrà così a cuore di promuovere un dialogo regolare tra gli Stati, sostenere l’unità del continente e far vivere il multilateralismo« , ha affermato il Minsitro. Si tratta di una dichiarazione che punta direttamente alla complessa ricerca del consenso tra i 46 Stati membri.

Sicurezza, giovani e giustizia europea
Analizzando nel dettaglio il programma di Monaco al Consiglio d’Europa, emergono questioni estremamente pratiche. La presidenza monegasca ha scelto di affrontare temi vicini alla quotidianità dei cittadini, a cominciare dalle nuove generazioni. Il calendario prevede una conferenza internazionale sulla radicalizzazione giovanile, seguita a giugno da un tavolo di confronto sui social media e il loro impatto sulla salute mentale dei minori. Inoltre, a novembre il Principato ospiterà la conferenza dei ministri dello sport, incentrata sulla promozione di pratiche sportive più sane e sicure per i bambini.

Un altro punto fondamentale è la difesa dei diritti civili. La presidenza dedicherà un’attenzione specifica all’efficienza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. In un momento storico in cui l’operato della Corte subisce frequenti critiche da più parti, Monaco ne ha ribadito il ruolo essenziale per la tutela di oltre 700 milioni di cittadini.

C’è poi il problema della sicurezza transnazionale. La criminalità organizzata e i reati informatici ignorano i confini fisici, richiedendo risposte giudiziarie congiunte. Su questo fronte, a metà giugno si terrà una conferenza informale dei ministri della Giustizia per migliorare la collaborazione contro il riciclaggio di denaro, occasione in cui verrà aperto alla firma un protocollo aggiuntivo per rafforzare le indagini penali. Non passa in secondo piano nemmeno la guerra in Ucraina: la posizione monegasca resta irremovibile nel difendere la sovranità territoriale e nel sostenere il tribunale speciale per i crimini di aggressione.

Accorciare le distanze con i cittadini
Spesso le istituzioni di Strasburgo vengono percepite come lontane e astratte. Per ovviare a questo problema, sono nati progetti divulgativi locali, come gli stand informativi nel Principato e l’organizzazione di un hackathon aperto a tutti, pensati per spiegare alla popolazione l’impatto reale del Consiglio d’Europa sulla vita di tutti i giorni.

Parallelamente, Monaco porterà a Strasburgo un pezzo della propria identità, con un fitto calendario di eventi culturali che spaziano dal cinema alla musica, fino a una settimana dedicata all’enogastronomia monegasca prevista per ottobre.

Infine, l’Ambasciatore Gabriel Revel ha confermato il notevole sforzo organizzativo richiesto dall’incarico. La delegazione a Strasburgo è stata raddoppiata per gestire il volume di lavoro e facilitare un dialogo senza interruzioni. I prossimi sei mesi ci diranno se l’approccio neutrale ma determinato di Monaco riuscirà a facilitare le intese di cui l’Europa ha oggi un disperato bisogno.