LA PRINCIPESSA CHARLENE LIBERA UN RARO FALCO KOBEZ

S.A.S. la Principessa Charlène di Monaco ha rilasciato un falco Kobez dall’altopiano di Calern sede dell’Osservatorio Astronomico, nel comune di Caussols.

S.A.S. la Principessa Charlène di Monaco ha rilasciato un falco Kobez dall'altopiano di Calern sede dell'Osservatorio Astronomico, nel comune di Caussols.
Ft. Michaël Alesi/Palais princier

Il rapace, specie migratrice che attraversa territori compresi tra l’Asia e il Sudafrica, era stato gravemente ferito dopo un’elettrocuzione e una complessa frattura all’ala. Lesioni che, nella maggior parte dei casi, conducono inevitabilmente all’eutanasia. Grazie però all’intervento del centro di cura dell’associazione Instinct Animal – SOS Faune Sauvage, diretto da Lucie Contet e Laura Bailo, l’animale è riuscito a sopravvivere.

Dopo oltre otto mesi di cure intensive, riabilitazione e trattamenti innovativi, il falco ha potuto finalmente tornare in libertà e riprendere la sua migrazione insieme agli altri esemplari della specie.

Da sempre sensibile alla causa animale, la Principessa Charlène ha scelto di diventare madrina dell’associazione, confermando il proprio impegno concreto nel settore della protezione animale, già espresso attraverso la sua presidenza della SPA Refuge de Monaco.

Nel suo intervento, la Principessa ha voluto rendere omaggio al lavoro quotidiano svolto dai veterinari, dagli operatori e dai numerosi volontari impegnati nel soccorso della fauna selvatica. Un’attività spesso poco visibile ma fondamentale per la salvaguardia degli ecosistemi locali.

Dopo la liberazione del rapace, la Principessa Charlène si è recata a Saint-Cézaire-sur-Siagne per visitare il centro Instinct Animal – SOS Faune Sauvage, inaugurato nel 2025. Si tratta di una struttura unica nelle Alpi Marittime che, in meno di un anno di attività, ha già accolto quasi 2.000 animali selvatici in difficoltà.

Il centro si occupa non solo della fauna proveniente dalle Alpi Marittime ma anche di animali recuperati nei dipartimenti limitrofi del Var, delle Alpes-de-Haute-Provence e delle Hautes-Alpes.

La struttura opera grazie a sovvenzioni pubbliche, donazioni private e mecenatismo aziendale e può contare ogni giorno sul lavoro di sei dipendenti impegnati sette giorni su sette nella cura e nel recupero degli animali selvatici.