MARIE CHANTRAIT: LA POLITICA È UN VIRUS CHE TI PRENDE

Caporedattrice del servizio politico di BFM TV, Marie Chantrait ha raccontato il suo percorso al Monaco Press Club, tra campagne elettorali, reportage negli Stati Uniti e le nuove sfide dell’informazione.

Caporedattrice del servizio politico di BFM TV, Marie Chantrait ha raccontato il suo percorso al Monaco Press Club, tra campagne elettorali, reportage negli Stati Uniti e le nuove sfide dell’informazione.

Marie Chantrait ha iniziato l’intervisto premettendo di non sentirsi a suo agio nella parte dell’intervistata ma poi inizia a raccontare che il lavoro di giornalista lo aveva nel suo DNA. Con il padre giornalista che lavorava a RMC (François Chantrait che diresse per molti anni la Direction de la Communication) la portava con lui. lo stage alle scuole medie, sempre con il microfono in mano…. insomma una predestinata!

« Da adulta la scelta di farne la mia professione. Dopo una serie di collaborazioni, a 26 anni arriva la svolta: mi chiamano per seguire la campagna delle primarie socialiste. Finisco la sera delle elezioni in diretta da Place de la Bastille. È stato il momento decisivo ». Quindici anni a TF1: cosa le hanno lasciato? « Tutto. È una rete che mi ha insegnato il mestiere. Durante quel periodo, ho seguito da vicino Emmanuel Macron, accompagnandolo anche nei viaggi più delicati, come in Ucraina pochi mesi dopo l’inizio della guerra ». Com’è cambiato il rapporto tra politica e media? « non sempre in meglio. Macron ha progressivamente ridotto l’accesso ai giornalisti. Allo stesso tempo ha capito che oggi, con uno smartphone e i social, può parlare direttamente a un pubblico che non guarda la tv o non legge i giornali! ».

Marie Chantrait di BFMTV intervistata da Cinzia Colman presidente del Monaco Press Club
Ft. WSM Agency

Lei è stata anche corrispondente negli Stati Uniti durante Trump. Che esperienza è stata? « Molto forte. L’elezione di Trump ha avuto conseguenze concrete, per esempio sull’aborto. Ho visto Stati in cui esiste un solo centro per abortire e le donne vengono insultate dai manifestanti, protette da guardie del corpo. Sono immagini che mi hanno segnata profondamente ». Oggi guida il servizio politico di BFM TV. Perché ha accettato? « Perché ho sentito che qualcosa stava per accadere, soprattutto in vista delle presidenziali del 2027. È una sfida enorme, con molta responsabilità e pressione. Ma ci sono momenti in cui bisogna osare ». Che rapporto ha con i politici che vengono in studio? « A volte è teso, a volte molto cordiale. Ma c’è un equilibrio: loro hanno bisogno di noi e noi di loro. È una sorta di contratto morale che non ci impedisce di fare domande scomode ». Qual è la regola fondamentale del giornalismo oggi? « Verificare sempre. Incrociare almeno tre fonti. Un’informazione non può basarsi su una sola fonte, il rischio è voler essere i primi a tutti i costi ma bisogna essere i primi sulla notizia giusta, non su quella sbagliata ». Che ruolo gioca oggi l’intelligenza artificiale? « È uno strumento straordinario ma anche pericoloso. Si può manipolare qualsiasi immagine. Per questo abbiamo cellule di verifica e lavoriamo anche con strumenti di fact-checking in diretta. BFM TV sta sperimentando un software capace di analizzare in tempo reale dichiarazioni e dati durante i dibattiti politici: i risultati sono molto promettenti, anche se non ancora perfetti ». Un ricordo che non dimenticherà? « La sera dell’elezione di François Hollande. Eravamo a Bastiglia, ma per legge non potevamo mostrare l’esito prima delle 20. Alle 19:12 ero in diretta con migliaia di persone dietro che gridavano Hollande presidente. Impossibile controllare tutto. È lì che ho capito che la politica è un virus ». E cosa dobbiamo aspettarci dalla politica francese? « Entro l’estate… tutto può accelerare. Sarà un vero vortice, una campagna elettorale dura, con colpi bassi, davanti ad u nelettorale che per ora appare disinteressato ».