Introdotto dalla Presidente della Dante Alighieri di Monaco, Maria Betti, l’Arcivescovo Dominique David ha ripercorso la visita del Papa nel Principato e i temi dell’enciclica “Magnifica Humanitas”.

Una serata di riflessione tra fede, attualità e il messaggio del Papa
Un incontro intenso quello ospitato dalla Dante Alighieri di Monaco, dove l’Arcivescovo del Principato, Monsignor Dominique David, insieme alla giornalista Angela Valenti-Durazzo, ha ripercorso i momenti più significativi della visita apostolica del Papa a Monaco, alla luce anche della recente pubblicazione dell’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas.
Monsignor David ha aperto il suo intervento con un momento personale di grande gioia: “Sono molto felice perché domenica ho cresimato una trentina di catecumeni”, ha detto, sottolineando come questo rappresenti un segnale importante della vitalità della fede nel Principato.
Il ricordo della visita del Papa a Monaco
Nel corso dell’incontro, l’Arcivescovo ha ricordato che fu il Papa stesso a desiderare fortemente l’appuntamento a Sainte-Dévote con i giovani e i catecumeni. Durante quella visita, il Pontefice aveva evocato le figure di Santa Devota e di Carlo Acutis, indicati come modello per le nuove generazioni. Il Papa aveva incoraggiato i giovani catecumeni a non lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli e dalle difficoltà della vita, invitandoli a custodire il tesoro della fede attraverso la preghiera e la vicinanza agli altri, soprattutto a chi vive situazioni di sofferenza o solitudine.
“Monaco è un paese magnifico ma sei tu che ne porti la bellezza quando sai vedere con i tuoi occhi gli altri che hanno difficoltà”, aveva ricordato Monsignor David citando le parole del Santo Padre. E ancora: “Monaco deve essere una finestra di speranza, un laboratorio di grandi aiuti”.

“La fede cattolica non è solo un’eredità del passato”
Rispondendo a una domanda sul rapporto tra Monaco e la fede cristiana, l’Arcivescovo ha sottolineato l’atmosfera vissuta durante la visita papale: “La gioia e la fede erano all’appuntamento. Abbiamo mostrato la famiglia che siamo e il Papa era con noi, eravamo un’unica famiglia”. Un’immagine familiare e fraterna che, secondo Monsignor David, ha colpito profondamente anche i tanti francesi e italiani arrivati nel Principato per l’occasione.
“La fede cattolica non è soltanto un’eredità del passato. Il cammino dell’evangelizzazione deve continuare”, ha affermato, ricordando come il Papa abbia invitato Monaco a interrogarsi sul proprio ruolo nel mondo.
La solitudine in un Paese ricco
Uno dei passaggi più forti della riflessione ha riguardato il tema della solitudine in una realtà privilegiata come Monaco. “Il Papa non ha negato la situazione eccezionale del Principato ma ha fatto appello alla nostra coscienza”, ha spiegato Monsignor David. “Vivere qui è un privilegio ma bisogna interrogarsi sul proprio posto nel mondo”. Il Pontefice aveva espresso particolare attenzione verso anziani, malati e persone con disabilità, incontrati durante la visita in uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata apostolica.
Social media, intelligenza artificiale e la nuova enciclica
Nel dialogo con Angela Durazzo si è parlato anche del ruolo dei media e della comunicazione nell’epoca contemporanea. Monsignor David ha ricordato come il Papa fosse pienamente consapevole della forza dei nuovi strumenti digitali e della loro capacità di amplificare il messaggio della Chiesa. Secondo l’Arcivescovo, molti dei temi affrontati nella nuova enciclica Magnifica Humanitas erano già presenti nei discorsi pronunciati dal Pontefice durante la visita a Monaco, in particolare quelli legati all’intelligenza artificiale, alla dignità umana e alla responsabilità sociale.
“Monaco porti la luce del Vangelo”
Particolarmente intenso anche il ricordo del saluto tra il Papa e i Principi di Monaco, definito da Monsignor David “molto più di un saluto ufficiale”.
L’Arcivescovo ha sottolineato quanto sia raro che un Pontefice affidi a un Paese una missione specifica legata all’approfondimento della dottrina sociale della Chiesa. “Portate a tutti la luce del Vangelo, nel rispetto della vita fino alla morte naturale”, è stato il messaggio richiamato durante la serata.
“Monaco deve essere una finestra di speranza, non soltanto di ricchezza”, ha concluso Monsignor David. L’Arcidiocesi sta già guardando al futuro: a settembre sarà organizzata un’assemblea diocesana per valutare la possibilità di promuovere un congresso dedicato ai temi indicati dal Papa, in particolare lavoro e speranza.
