ALBERTO II E CHARLENE IN GROENLANDIA TRA SCIENZA E MEMORIA

Il Principe Alberto II e la Principessa Charlene in missione in Groenlandia, tra memoria degli esploratori e ricerca sul futuro dei Poli.

Il Principe Alberto II e la Principessa Charlene in missione in Groenlandia,
Ft.©Cedou

Un viaggio nel cuore dell’Artico, tra paesaggi estremi, memoria e impegno per il futuro del pianeta. LL.AA.SS. i Principi Alberto II e Charlène di Monaco sono protagonisti di una missione in Groenlandia promossa dallIstituto Oceanografico di Monaco, un percorso di conoscenza e sensibilizzazione dedicato a una delle regioni più affascinanti e fragili della Terra.

Omaggio al Comandante Jean-Baptiste Charcot

S.A.S. la Principessa Charlene ha gettato una rosa in mare in omaggio al comandante Charcot
S.A.S. la Principessa Charlene ha gettato una rosa in mare in omaggio al comandante Charcot

Prima di raggiungere la Groenlandia, il viaggio ha fatto tappa nelle acque al largo della costa occidentale dell’Islanda per un momento di grande intensità simbolica: l’omaggio al comandante Jean-Baptiste Charcot, uno dei più celebri esploratori polari del XX secolo.

La cerimonia si è svolta esattamente nelle acque dove novant’anni fa scomparve il Pourquoi-Pas?, la nave che accompagnò Charcot nelle sue grandi avventure scientifiche. Accanto ai Principi erano presenti l’ex presidente islandese Ólafur Ragnar Grímsson e Anne Manipoud-Charcot, pronipote dell’esploratore.

Un incontro tra storia e presente, reso ancora più significativo dal profondo legame che univa Charcot al Principe Alberto I di Monaco. I due uomini condividevano la passione per l’Oceano, l’esplorazione e la ricerca scientifica, in un’epoca in cui raggiungere le regioni polari significava affrontare territori ancora in gran parte sconosciuti.

Accanto al Sovrano l'ex-presidente islandese Ólafur Ragnar Grímsson e Anne Manipoud-Charcot, pronipote dell’esploratore e il Direttore dell'Istituto Oceanografico Robert Calcagno;
Accanto al Sovrano l’ex-presidente islandese Ólafur Ragnar Grímsson e Anne Manipoud-Charcot, pronipote dell’esploratore e il Direttore dell’Istituto Oceanografico Robert Calcagno; ft.© Olivier Borde

Tra il 1885 e il 1915, il Principe Alberto I realizzò 28 campagne scientifiche in mare e sostenne la seconda spedizione antartica di Charcot mettendo a sua disposizione strumenti destinati alle ricerche oceanografiche. Un’amicizia costruita sulla scienza e sulla curiosità, documentata ancora oggi dalla loro corrispondenza conservata negli archivi del Museo Oceanografico di Monaco.

A distanza di novant’anni, quella storia sembra continuare attraverso le nuove generazioni.

Ha sottolineato Robert Calcagno, direttore generale dell’Istituto Oceanografico di Monaco: « Credo che il Principe Alberto I e il comandante Charcot sarebbero profondamente emozionati nel vedere che la loro amicizia continua a risuonare ancora oggi e che i valori che condividevano continuano a guidarci« .

Regioni Polari e cambiamento climatico

Il viaggio dei Principi di Monaco guarda soprattutto al futuro. Le regioni polari, un tempo simbolo di avventura e conquista, sono oggi tra i luoghi più importanti per comprendere i cambiamenti del clima e l’equilibrio del pianeta.

Lo ha ricordato Anne Manipoud-Charcot: « Le regioni polari, che Charcot si è tanto impegnato a far conoscere al mondo intero, sono oggi al centro dell’equilibrio vitale del nostro pianeta. Più che mai ci invitano a osservare, comprendere, trasmettere le nostre conoscenze e proteggere« .

Tra memoria familiare, grandi esplorazioni e ricerca scientifica, il viaggio dei Principi Alberto II e Charlene rinnova così la lunga tradizione di Monaco nel rapporto con il mare e con la scienza.