SAREBBE UNA DONNA UCRAINA LA SOSPETTATA DEL PACCO BOMBA

Una donna ucraina di una trentina d’anni è la principale sospettata dell’esplosione del pacco bomba. La ricostruzione delle indagini nella conferenza stampa a Monaco.

Eric Arella, Direttore della Pubblica Sicurezza, Morgan Raymond, vice-Procuratore Generale e Emilie Moreau, commissario della Polizia giudiziaria alla conferenza stampa di Monaco dove annunciato chi sarebbe la presunta killer
Da sinistra Eric Arella, Direttore della Pubblica Sicurezza, Morgan Raymond, vice-Procuratore Generale e Emilie Moreau, commissario della Polizia giudiziaria, ft.©WSM/Agency

Sarebbe una donna ucraina di oltre 30 anni, residente in Germania, la principale sospettata che ha fatto esplodere un pacco bomba il 29 giugno scorso a Monaco. La svolta nelle indagini è stata annunciata durante una conferenza stampa al Palazzo di Giustizia dal direttore della Pubblica Sicurezza di Monaco, Éric Arella, insieme al viceprocuratore generale Morgan Raymond e al Commissario di Polizia Giudiziaria Emilie Moreau.

Per la donna è stato emesso un mandato di cattura internazionale e la sua ricerca è considerata una priorità assoluta. Le indagini proseguono a livello internazionale, con la collaborazione delle autorità giudiziarie e di polizia francesi e tedesche.

Eric Arella mostra la foto della sospettata killer ucraina Anastasi Berezovska, distribuita attraverso l'Interpool.
Eric Arella mostra la foto della sospettata killer, distribuita attraverso l’Interpool.

Inizialmente gli investigatori ritenevano che la persona ripresa dalle telecamere fosse un uomo. L’analisi approfondita delle immagini di video-sorveglianza e le testimonianze raccolte hanno invece permesso di stabilire che si trattava di una donna travestita da uomo.

Secondo la ricostruzione illustrata dal vice-procuratore generale, la sospettata avrebbe effettuato diversi sopralluoghi nei giorni precedenti l’attentato. Le telecamere l’avrebbero ripresa mentre osservava l’edificio, si sedeva su una panchina e studiava i movimenti della famiglia presa di mira e le possibili vie di fuga verso Beausoleil.

Il giorno dell’attentato, la donna avrebbe atteso il ritorno delle tre vittime, che avevano cenato in un ristorante del Larvotto. Dopo il loro ingresso nell’edificio, avrebbe lasciato il pacco contenente l’esplosivo, si sarebbe allontanata a distanza di sicurezza e avrebbe azionato l’ordigno a distanza.

La sospettata avrebbe utilizzato un’auto noleggiata in Germania e, dopo l’attentato, sarebbe fuggita attraversando Francia, Italia e altri Paesi europei. Le autorità tedesche stanno collaborando alle indagini e acquisito elementi destinati agli investigatori monegaschi. La donna è tuttora ricercata.

Nel corso dell’inchiesta sono state ascoltate diverse persone. Alcuni soggetti inizialmente fermati sono stati successivamente rilasciati, mentre le indagini continuano per chiarire se la sospettata abbia agito da sola o con l’aiuto di complici.

Le condizioni dei feriti restano al centro dell’attenzione, mentre il Principato cerca di reagire allo shock provocato da un episodio di violenza senza precedenti. Durante la conferenza stampa è stato ricordato anche l’importante dispositivo di sicurezza messo in campo, con una presenza rafforzata di agenti armati ai punti di accesso del Principato.