SBM OFFSHORE: IL FUTURO DELL’ENERGIA SI COSTRUISCE IN MARE

Francesco Prazzo, Direttore Generale di SBM Offshore Monaco: « L’oil & gas resterà ancora importante ma la Blue Economy, l’IA e le nuove tecnologie cambieranno il settore ».

Francesco Prazzo, Direttore Generale di SBM Offshore Monaco
Francesco Prazzo, ft©WSM Agency

Storicamente leader mondiale nelle FPSO (Floating Production Storage and Offloading), le gigantesche piattaforme galleggianti che consentono di produrre, trattare, stoccare e trasferire petrolio e gas in mare aperto, SBM Offshore è oggi impegnata in una delle sfide più importanti del settore energetico: accompagnare la transizione verso un modello più sostenibile.

La società, presente in 17 Paesi e con il suo principale centro operativo a Monaco, guarda infatti oltre il petrolio, investendo nella cattura della CO₂, nell’ammoniaca come vettore dell’idrogeno, nell’eolico offshore galleggiante e nelle nuove tecnologie digitali.

Ne abbiamo parlato con Francesco Prazzo, Direttore Generale di SBM Offshore Monaco.

MCin: Come può un gigante dell’offshore tradizionale diventare protagonista della transizione energetica e della Blue Economy?

Francesco Prazzo: Per capirlo bisogna fare un passo indietro. SBM nasce per risolvere un problema molto concreto: trasferire i liquidi, soprattutto petrolio, dalle petroliere alla terraferma in aree prive di porti sufficientemente profondi. Da questa esigenza è nato il nostro primo prodotto, il Single Buoy Mooring, una grande boa d’ormeggio che ha anche dato origine al nome della nostra società. Oggi utilizziamo lo stesso patrimonio di competenze per sviluppare nuove soluzioni dedicate alla transizione energetica. Tra gli ultimi prodotti validati ci sono terminali per la movimentazione della CO₂ e dell’ammoniaca, che rappresentano l’evoluzione moderna di quella tecnologia.

Monaco ha avuto un ruolo fondamentale in questo percorso. Qui abbiamo imparato a guardare il mare non solo come luogo di produzione energetica ma anche come risorsa da proteggere. I forum dedicati alla Blue Economy e alla Blue Finance rappresentano un importante catalizzatore per accelerare la decarbonizzazione di settori complessi come lo shipping.

Ft.©SBMOffShore

MCin: La vera sfida è continuare a garantire energia riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale. È davvero possibile?

Francesco Prazzo: Da sempre il settore energetico cerca un equilibrio tra disponibilità delle risorse e sostenibilità. Negli ultimi anni le tensioni geopolitiche hanno riportato in primo piano il tema della sicurezza energetica ma l’obiettivo di lungo periodo resta quello di ridurre progressivamente le emissioni senza compromettere la disponibilità di energia.

MCin: Come immagina il sistema energetico del futuro?

Francesco Prazzo: Tutte le previsioni indicano un aumento della domanda mondiale di energia, alimentato anche dalla crescita dell’intelligenza artificiale, dei data center e delle nuove tecnologie digitali. In questa fase di transizione, SBM punta su una doppia strategia: decarbonizzare le fonti energetiche esistenti e sviluppare nuove tecnologie a bassa impronta di carbonio. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che, perfino in uno scenario a zero emissioni nette, continueranno a essere necessari circa 50 milioni di barili di petrolio al giorno. Mi piace ricordare una frase: « L’età della pietra non è finita perché sono finite le pietre ». Le grandi transizioni energetiche della storia non sono mai avvenute per esaurimento delle risorse, ma perché sono state trovate tecnologie migliori. Oggi il cambiamento nasce soprattutto dalla crescente coscienza ambientale.

MCin: State sviluppando tecnologie per la cattura della CO₂, l’ammoniaca e nuove infrastrutture offshore. Quale ritiene oggi la più promettente?

Francesco Prazzo: Abbiamo sviluppato, insieme a Mitsubishi, una tecnologia per la cattura dell’anidride carbonica che può essere installata sulle nostre piattaforme. Per quanto riguarda l’ammoniaca, rappresenta uno dei vettori più promettenti per il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno su larga scala. Il mercato è ancora agli inizi ma molte città portuali guardano con interesse a queste soluzioni, pur richiedendo standard di sicurezza molto elevati a causa della tossicità dell’ammoniaca.

MCin: L’eolico offshore galleggiante può diventare una tecnologia strategica anche nel Mediterraneo?

Francesco Prazzo: Assolutamente sì. Il Mediterraneo presenta fondali profondi e questo rende particolarmente interessante la tecnologia galleggiante. Portare i parchi eolici al largo riduce l’impatto visivo e acustico e permette di sfruttare venti più costanti e intensi. Gli ostacoli principali riguardano soprattutto la capacità industriale di costruire queste infrastrutture, la necessità di una maggiore standardizzazione, oltre ai tempi autorizzativi e alla definizione di tariffe adeguate. Inoltre, le turbine offshore sono molto più grandi di quelle terrestri e consentono una produzione energetica decisamente superiore.

MCin: Qual è oggi il ruolo della sede di Monaco nella strategia internazionale del gruppo?

Francesco Prazzo: Monaco rappresenta il cuore strategico di SBM Offshore. Qui convivono la storia dell’azienda e il suo futuro. È da Monaco che vengono sviluppati i nuovi prodotti, definite le strategie commerciali, gestita la flotta mondiale e coordinate le principali attività di ingegneria. In Francia disponiamo invece di un laboratorio tecnologico avanzato dove testiamo le innovazioni e sviluppiamo oltre 120 famiglie di brevetti, un patrimonio che ci ha permesso di mantenere la leadership mondiale. Oggi siamo presenti in 17 Paesi e la sede di Monaco, con circa 950 dipendenti, rappresenta il più grande datore di lavoro completamente privato del Principato.

MCin: Intelligenza artificiale, robotica e analisi dei dati come cambieranno il vostro settore?

Francesco Prazzo: L’intelligenza artificiale rappresenta una trasformazione epocale anche per la nostra industria. Renderà più efficiente la progettazione, automatizzando le attività più ripetitive, ma non sostituirà il ruolo dell’ingegnere. L’IA ci aiuterà anche nelle simulazioni, nell’analisi delle richieste dei clienti e soprattutto nel monitoraggio della corrosione attraverso l’elaborazione delle immagini. I dati costituiscono già oggi uno dei pilastri del nostro lavoro grazie ai gemelli digitali delle piattaforme. Anche la robotica sta assumendo un ruolo crescente, soprattutto nelle operazioni più pericolose, come gli interventi subacquei o all’interno dei serbatoi delle piattaforme, migliorando sensibilmente la sicurezza degli operatori. Infine, un tema fondamentale è la cybersicurezza, perché parliamo di infrastrutture con un valore strategico e geopolitico di primaria importanza.

MCin Guardando al 2040, SBM Offshore sarà ancora un’azienda dell’oil & gas?

Francesco Prazzo: Entro il 2040 il comparto oil & gas continuerà ad avere un ruolo importante. Le piattaforme che consegniamo oggi hanno una vita operativa di 20-25 anni. Parallelamente, però, cresceranno sempre di più le attività legate alla Blue Economy e alle nuove tecnologie energetiche. Vorrei anche ricordare che le nostre piattaforme emettono già oggi in media il 45% di CO₂ in meno rispetto agli standard del settore. Stiamo inoltre sviluppando nuove tecnologie basate sul carbonato di calcio, un processo che utilizza minerali di calcio per catturare l’anidride carbonica contenuta nei gas di scarico prima che venga rilasciata nell’atmosfera.