ARMELLE ROUDAUT-LAFON: DAL 2027 CAMBIA L’ORMEGGIO NELLA BAIA DI MONACO

La responsabile della Direction des Affaires Maritimes, Armelle Roudaut-Lafon, racconta come Mareterra, nuove tecnologie, sicurezza e tutela dei fondali stanno ridisegnando la gestione dello spazio marittimo del Principato.

La responsabile della Direction des Affaires Maritimes, Armelle Roudaut-Lafon, racconta come Mareterra, nuove tecnologie, sicurezza e tutela dei fondali stanno ridisegnando la gestione dello spazio marittimo del Principato.

Il 2027 segnerà un cambiamento importante per la baia di Monaco. I grandi yacht non potranno più ancorare nella rada secondo le modalità utilizzate fin’ora: per proteggere i fondali sarà creata una zona di ormeggio organizzato con nove punti dedicati. È una delle novità anticipate a MonteCarloin da Armelle Roudaut-Lafon, della Direction des Affaires Maritimes, in un’intervista dedicata al futuro dello spazio marittimo del Principato. Un futuro nel quale innovazione, sicurezza e tutela ambientale dovranno procedere insieme.

Armelle Roudaut-Lafon, ft©WSM Agency

Su un principio Roudaut-Lafon è netta: la sicurezza viene prima dell’innovazione. Con Mareterra, Monaco ha guadagnato un nuovo quartiere ma anche un nuovo porto e un nuovo spazio marittimo da gestire. Che cosa è cambiato per gli Affari Marittimi?

Il Petit Portier è integrato nei porti pubblici del Principato e rispetta quindi le stesse regole di gestione portuale. Come negli altri porti di Monaco, effettuiamo una sorveglianza regolare sul rispetto delle regole di navigazione, che viene rafforzata durante grandi eventi come il Monaco Yacht Show o il Grand Prix. È un porto di piccole dimensioni, ancora poco frequentato ma le condizioni di navigazione negli accessi possono diventare complicate in caso di maltempo. Questo richiede ancora più attenzione e presenza.

Al Monaco Yacht Show vediamo tecnologie sempre più avanzate, fino a nuovi mezzi che combinano mare e aria. Come può Monaco favorire l’innovazione senza compromettere la sicurezza?

La Direction des Affaires Maritimes si occupa dei mezzi galleggianti, mentre la parte aerea compete alla Direction de l’Aviation Civile. Esistono però anche questioni ibride che richiedono una collaborazione tra le due direzioni. La sicurezza deve restare la parola d’ordine, anche nell’innovazione. Se abbiamo il minimo dubbio sulla sicurezza della navigazione, delle persone o sui rischi per l’ambiente, non autorizziamo l’utilizzo della nuova tecnologia oppure imponiamo precise condizioni.

Foot: Petit Portier a Mareterra

Il Petit Portier è il piccolo porto di MareTerra, sotto le regole della direzione degli Affari Marittimi di Monaco

Tra propulsione ibrida, automazione e sistemi di navigazione sempre più sofisticati, sta cambiando anche il lavoro degli Affari Marittimi?

L’evoluzione dei sistemi di propulsione per il momento non sta rivoluzionando il nostro lavoro ma ci impone di seguire con estrema attenzione le nuove tecnologie e le loro possibili conseguenze sulle infrastrutture portuali e sulla sicurezza. L’innovazione ci permette anche di modernizzare la nostra attività. Stiamo lavorando, per esempio, a un sistema che consente di visualizzare e seguire in tempo reale il traffico marittimo su carte digitali, identificare le navi in avvicinamento o all’ancora e integrare diverse fonti di dati di sorveglianza. La grande sfida sarà utilizzare sempre più strumenti digitali senza dimenticare i nostri fondamentali: la presenza fisica sullo specchio d’acqua, la sorveglianza visiva e il rapporto diretto con gli operatori marittimi.

Armelle Roudaut-Lafon a MonteCarloIN: "Dal 2027 cambia l'ormeggio nella baia di Monaco"
ft.©Affaires MarittimesMC

Monaco è uno degli Stati più piccoli del mondo ma ospita l’Organizzazione Idrografica Internazionale ed ha un’influenza riconosciuta negli affari marittimi. Come lo spiega?

Non è la dimensione di un Paese che conta ma l’impegno dei suoi dirigenti. Monaco ha una storia molto antica nell’idrografia e nella cartografia. Il Principe Alberto I fu un grande navigatore e un precursore in questi ambiti e questa attenzione agli oceani e alla sicurezza della navigazione è proseguita con i suoi successori. È ciò che permise, già nel 1921, di promuovere la creazione del Bureau Hydrographique International, diventato successivamente l’Organisation Hydrographique Internationale. Oggi l’influenza del Principato nelle organizzazioni marittime internazionali deriva anche dall’impegno del Principe Alberto II e del suo Governo nella preservazione degli oceani. La sicurezza della navigazione contribuisce alla protezione degli oceani e delle popolazioni degli Stati costieri.

Se guarda alla Monaco dei prossimi dieci anni, che cosa sarà cambiato maggiormente nel modo in cui utilizziamo e proteggiamo il suo spazio marittimo?

Non leggo nei fondi di caffè ma spero che fra dieci anni avremo un controllo ancora migliore nella gestione dei nostri porti e degli spazi marittimi, anche grazie alle nuove tecnologie. La creazione nel 2027 della zona di ormeggio organizzato nella baia di Monaco dovrebbe permetterci di gestire meglio la presenza delle imbarcazioni e di proteggere maggiormente l’ambiente marino. Fra dieci anni questa zona avrà raggiunto la sua piena operatività e spero che saremo riusciti a rispondere sia alle aspettative dei diportisti sia a quelle di chi difende l’ambiente marino. Forse avremo più regole ma serviranno a garantire un maggiore rispetto dello specchio d’acqua e del futuro del Mediterraneo.

Armelle Roudaut-Lafon a MonteCarloIN: mostra la zona dove 2027 potranno ormeggiare nella baia di Monaco

A primavera del 2027 i grandi yacht non potranno più ancorare liberamente nella baia come avvenuto finora.

Per proteggere i fondali sarà predisposta una zona organizzata con nove grandi punti di ormeggio, ai quali potranno assicurarsi le imbarcazioni. Saranno nove grandi boe ancorate al fondo con bio cemento, per ricreare i rifugi ideali della fauna marina. L’obiettivo è evitare che, nei momenti di maggiore affluenza, decine di grandi yacht gettino l’ancora nella rada, come avviene soprattutto in occasione del Grand Prix e del Monaco Yacht Show.

Un cambiamento concreto che sintetizza bene la sfida raccontata nell’intervista: continuare ad accogliere una nautica internazionale in continua evoluzione, conciliandola con sicurezza, innovazione e protezione del Mediterraneo.

La baia antistante Monaco durante il monaco Yacht Show, prossimo anno potranno ormeggiare solo 9 superyacht.
La baia antistante Monaco durante il monaco Yacht Show, prossimo anno potranno ormeggiare solo 9 superyacht.