IL FANTASMA DELL’OPERA IN ANTEPRIMA A MONACO

Cristina Veronese è andata a scoprire per noi, in anteprima, il nuovo film de Il Fantasma dell’Opera.

Cristina Veronese è andata a scoprire per noi, in anteprima, il nuovo film de Il Fantasma dell'Opera al Teatro Princesse Grace

Notte di luna piena. Enorme, bianca, lattiginosa, sospesa tra il mare e il Rocher. Davanti al Casinò e all’Hermitage, le decorazioni di Halloween: zucche arancioni, fiori grandi e luminosi che illuminano Monte-Carlo. 

ft.©C.Veronese

E poi, al Cinéma des Beaux-Arts, nel meraviglioso Théâtre Princesse Grace, la vera magia.

La proiezione in anteprima di un piccolo gioiello: Le Fantôme de l’Opéra, il nuovo film di Alexandre Castagnetti che uscirà nelle sale francesi il 28 ottobre. E ora capisco perché. Il film stesso inizia infatti il 28 ottobre 1875, ambientato all’Opéra di Parigi.

I colori del film sono intensi e gotici. Rossi di velluto, ori polverosi, neri d’inchiostro. Si vede che non c’è intelligenza artificiale. È tutto vero, artigianale, girato di notte nel vero Palais Garnier.

Al centro, lei. Luminosa, eterea, con una grazia che toglie il fiato: Deva Cassel, che interpreta la protagonista femminile, la ballerina Anastasia Marescu. Una giovane rumena che realizza il sogno impossibile: entrare nel corpo di ballo dell’Opéra Garnier. Deva si è allenata quattro mesi con due étoile Dorothée Gilbert e Guillaume Diop, per danzare lei stessa, ed è bellissima.

E poi lui. L’ombra. Il protagonista della leggenda. Ernest Dupré, il Fantasma, interpretato dal magnetico Julien de Saint-Jean. Un pianista misterioso che vive nel sottosuolo dell’Opéra.

Accanto a loro, lui, che ruba la scena ad ogni apparizione: Romain Duris che interpreta il coreografo James Figueras, una recitazione intensa, ai confini della follia. Visionario, ambizioso, crudele, magnifico. È lui che vuole mettere in scena l’opera Orpheus e scatena gli ingranaggi della trama. Orpheus, l’opera maledetta al centro di tutto, è un’invenzione del film attribuita al Fantasma stesso. Ma racconta il mito eterno di Orfeo ed Euridice, quel mito greco tramandato da Virgilio e Ovidio, che non ha un autore perché appartiene all’anima del mondo.

(A destra Cristina Veronese all’entrata del Teatro Princesse Grace).

Orfeo che scende negli Inferi per amore, che ottiene di riportare Euridice alla luce a patto di non voltarsi, e che per amore si volta e la perde per sempre. Il Fantasma è il nuovo Orfeo, Anastasia la sua Euridice.

E poi arriva lui, il balletto finale. Un’esplosione. Una lotta tra la vita e la morte. Non è più danza, è un duello. Ogni movimento è un respiro che si spezza e un tentativo di tornare alla luce. Ho trattenuto il fiato. La musica che emoziona è di Dan Levy e coreografie da sogno sono di Marion Motin. Costumi avveniristici, ballerini sublimi e l’acqua, il fil rouge che traccia la presenza del fantasma durante tutto il film. 

Sono uscita dal Beaux-Arts con la luna piena che mi illuminava il volto.

E se mi chiedete cosa mi resta di questa notte, è una sola certezza, sussurrata dalla musica di Ernest: I morti e i vivi possono ancora amarsi, se trovano il coraggio di danzare insieme sul confine. Per l’eternità.

Cristina Veronese, scrittrice collabora con MonteCarloin
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Cristina Veronese, a volte scrittrice, a volte blogger. Attenta osservatrice di social media, donne e relazioni amorose che diventano argomenti per le sue storie su blog e settimanali femminili. Con uno dei suoi racconti ha vinto anche un concorso letterario nazionale. Dal 2016 collabora con MonteCarloin, per il quale con brio scrive racconti, attualità culturali e interviste. Il 14 febbraio 2018 è uscito il suo primo romanzo intitolato È infinita, lo sento.