S.A.S. il Principe Alberto II ha visitato un centro di ricerca a Marignane, l’Observatoire Français d’Apidologie che studia le proprietà della propoli, dalla cura della pelle alla protezione delle colture agricole.

Le api non sono soltanto preziose alleate della biodiversità. Le sostanze che raccolgono e trasformano potrebbero aprire nuove prospettive anche nella medicina e nell’agricoltura sostenibile. È questo il cuore delle ricerche presentate a Marignane, nei pressi di Marsiglia, in occasione della visita del Principe Alberto II di Monaco all’Observatoire Français d’Apidologie (OFA), ospitata nei locali della società Flavine alla presenza di rappresentanti del mondo scientifico e istituzionale.
Fondato nel 2014 da Thierry Dufresne, l’Osservatorio parte da un’intuizione affascinante: le api non sono soltanto impollinatrici indispensabili alla sopravvivenza degli ecosistemi, ma possono essere considerate anche una sorta di memoria chimica dell’ambiente in cui vivono. Attraverso le sostanze raccolte dalla vegetazione, infatti, contribuiscono a fornire informazioni sulla ricchezza e sulla diversità dei territori.
La propoli, un laboratorio naturale
Al centro degli studi dell’OFA si trova la propoli, una sostanza resinosa che le api producono a partire da materiali vegetali e utilizzano per proteggere l’alveare. Le spedizioni scientifiche condotte dall’Osservatorio, in particolare in Ruanda nel 2025, hanno permesso di analizzare come la composizione della propoli vari in funzione delle caratteristiche degli ecosistemi. Queste ricerche hanno portato a pubblicazioni scientifiche, al deposito di un brevetto e allo sviluppo di una prima formulazione destinata alle pelli a tendenza acneica. Si tratta di un’applicazione concreta dei risultati della ricerca, anche se il comunicato non fornisce dati clinici che permettano di valutarne l’efficacia terapeutica.
Dalla salute umana all’agricoltura
Ma le possibili applicazioni della propoli non si fermano alla dermatologia. I ricercatori dell’OFA stanno studiando anche le sue proprietà antifungine, con l’obiettivo di individuare soluzioni che possano contribuire a proteggere le colture riducendo l’impatto ambientale delle pratiche agricole. Una strada di ricerca che collega la tutela delle api alla salute umana e alla conservazione degli ecosistemi.
« Proteggere, comprendere e trasmettere » sono i tre principi che guidano l’attività dell’Observatoire Français d’Apidologie. La visita del Principe Alberto II si inserisce nel suo impegno a favore della biodiversità e delle iniziative scientifiche che cercano nuove forme di equilibrio tra l’uomo e la natura. Un messaggio che parte da un insetto minuscolo ma fondamentale per la vita sul nostro pianeta: proteggere le api significa anche proteggere il nostro futuro.
