OLTRE 1.200 PERSONE IN CATTEDRALE PER IL REQUIEM DI MOZART

Grande successo per il concerto voluto dal mecenate italiano Riccardo de Caria. La serata, dedicata al 235° anniversario della morte di Mozart, è stata segnata anche dal dono di una scultura alla Fondazione Mozarteum di Salisburgo e dall’addio alle scene del cantante lirico Massimo La Guardia.

La Cattedrale di Monaco era gremita, oltre 1.200 persone di ogni età e un pubblico così numeroso da occupare anche gli spazi in piedi lungo le navate. A Monaco, il Requiem in re minore di Wolfgang Amadeus Mozart ha richiamato una partecipazione straordinaria, trasformando il concerto commemorativo del 235° anniversario della scomparsa del compositore in un grande evento musicale e culturale.

Il concerto ha riunito nella Cattedrale del Principato l’Orchestra Melos Filarmonica di Torino e il Coro della Filarmonica di Sanremo, sotto la direzione di Frédéric Deloche.

Una collaborazione musicale tra Torino, Sanremo e Monaco che ha dato vita a un’esecuzione di grande intensità, in una cornice architettonica e spirituale particolarmente adatta a una delle opere più celebri e misteriose della storia della musica.

A coordinare il progetto, riunendo le diverse componenti artistiche e organizzative, è stato il professor Franco Borruto, celebre ginecologo e grande appassionato di storia, che ha voluto accompagnare l’esecuzione musicale con una riflessione sul significato universale del capolavoro mozartiano: « Fin dalle prime battute, il Requiem ci mette di fronte alla nostra condizione umana« , ha sottolineato Borruto rivolgendosi al pubblico prima dell’inizio del concerto. « Forse è proprio questo il vero mistero di Mozart: aver saputo dare voce alle nostre paure più profonde ma anche al nostro desiderio di trascendenza. Duecentotrentacinque anni dopo la sua scomparsa, le leggende svaniscono, le polemiche si placano, i secoli passano. Ma la musica di Mozart rimane« .

Parole che hanno introdotto il pubblico all’ascolto di un’opera in cui il dramma della morte si intreccia alla speranza, alla spiritualità e alla ricerca di un significato che supera il tempo.

 il professor Franco Borruto, il mecenate Riccardo De Caria, uno dei rappresentanti del Mozarteum, la statua dello scultore Marcos Marin, la console onoraria d'Austria a Monaco e l'altro rappresentante del Mozarteum,
Da sinistra il professor Franco Borruto, il mecenate Riccardo De Caria, uno dei rappresentanti del Mozarteum, la statua dello scultore Marcos Marin, la console onoraria d’Austria a Monaco e l’altro rappresentante del Mozarteum, ft.©WSM Agency

Un omaggio a Mozart destinato a Salisburgo

La serata è stata anche l’occasione per un gesto di mecenatismo artistico. Riccardo de Caria ha offerto alla Fondazione Mozarteum di Salisburgo una scultura raffigurante Wolfgang Amadeus Mozart, realizzata dall’artista Marcus Marin e in presenza del Console onorario d’Austria  Laila K. Schlereth.

Un omaggio che lega simbolicamente Monaco a Salisburgo, città natale del compositore e punto di riferimento internazionale per la conservazione e la valorizzazione della sua eredità musicale. Il dono ha aggiunto una dimensione artistica e culturale alla commemorazione, unendo musica, scultura e memoria storica.

L’ultima esibizione di Massimo La Guardia

Un altro momento significativo della serata ha riguardato il cantante lirico, ultra ottantenne, Massimo La Guardia, che ha scelto proprio il Requiem di Mozart per concludere la propria carriera. Un addio affidato a una delle composizioni più profonde del repertorio sacro, rendendo questa esecuzione particolarmente importante anche sul piano personale e artistico.

Un capolavoro che continua a emozionare

Composto nel 1791, ultimo anno di vita di Mozart, il Requiem in re minore K. 626 rimase incompiuto alla morte del compositore, avvenuta a Vienna il 5 dicembre dello stesso anno. Nella Cattedrale di Monaco, il dialogo tra orchestra, coro e voci soliste ha restituito la solennità e la profondità di una partitura che alterna momenti di drammatica tensione ad altri di raccoglimento.

La presenza di oltre 1.200 spettatori, tra cui numerosi giovani, ha confermato quanto la grande musica sacra sia ancora capace di coinvolgere un pubblico ampio e di generazioni diverse.

Il successo del concerto rappresenta anche un riconoscimento dell’impegno di Riccardo de Caria e del professor Franco Borruto, che hanno reso possibile un appuntamento capace di unire eccellenza musicale, mecenatismo, memoria storica e partecipazione collettiva.