Dopo oltre due anni di riforme contro il riciclaggio e la criminalità finanziaria, il Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), revoca la sorveglianza rafforzata. Il Ministro di Stato Mirmand: Non è un punto d’arrivo, le riforme continueranno.

Una decisione attesa da oltre due anni e di grande importanza per l’immagine e la credibilità internazionale del Principato. Monaco esce ufficialmente dalla lista grigia del GAFI, il Gruppo d’azione finanziaria internazionale che vigila sull’efficacia dei sistemi nazionali di contrasto al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.
La decisione è stata adottata durante l’assemblea plenaria del GAFI, riunita a Parigi dal 28 al 30 ottobre, alla presenza di una delegazione monegasca. Si conclude così il periodo di sorveglianza rafforzata iniziato nel giugno 2024, quando Monaco era stata inserita nell’elenco dei Paesi chiamati a correggere le carenze individuate nei rispettivi dispositivi di controllo finanziario.
Un passaggio significativo soprattutto per una piazza economica e finanziaria internazionale come quella monegasca, per la quale la reputazione, la trasparenza e la fiducia degli operatori rappresentano elementi essenziali.
Due anni di riforme per riconquistare la fiducia internazionale
L’uscita dalla lista grigia non è arrivata automaticamente. È il risultato di un piano d’azione avviato nel 2024 e di una serie di interventi legislativi, amministrativi e giudiziari sottoposti al monitoraggio degli organismi internazionali.
Già nel giugno 2026, in occasione del quarto rapporto sui progressi compiuti, il GAFI aveva riconosciuto in via preliminare che Monaco aveva sostanzialmente completato gli impegni previsti. La visita degli esperti internazionali nel Principato, lo scorso settembre, ha permesso di verificare sul posto l’effettiva applicazione delle misure adottate.
Tra i cambiamenti più importanti figurano il rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale, controlli più rigorosi sui professionisti soggetti agli obblighi antiriciclaggio e sanzioni più severe per chi non rispetta le norme sulla trasparenza societaria, in particolare sull’identificazione dei beneficiari effettivi delle società.
È stata inoltre potenziata l’Autorité Monégasque de Sécurité Financière (AMSF), l’organismo incaricato della vigilanza e dell’intelligence finanziaria: il personale è stato quadruplicato, con un organico previsto di 80 persone entro la fine del 2026.
Sono aumentate anche le iniziative per individuare, sequestrare e confiscare beni riconducibili ad attività criminali, mentre la giustizia ha ricevuto maggiori strumenti per perseguire i reati di riciclaggio.
Mirmand: « Non è un punto d’arrivo »
Il Ministro di Stato Christophe Mirmand ha accolto la decisione come il riconoscimento del lavoro svolto dalle istituzioni monegasche sotto l’impulso del Principe Alberto II. Ed ha spiegato: « Questa decisione è il riconoscimento di oltre due anni di lavoro concreto, rigoroso e concertato« , sottolineando che il rispetto dei migliori standard internazionali rappresenta una scelta di governo al servizio della credibilità e della stabilità della piazza finanziaria monegasca. Il Ministro ha tuttavia voluto chiarire che il percorso non si conclude con l’uscita dalla lista grigia: « Non la consideriamo una linea d’arrivo. Ciò che conta adesso è quello che Monaco saprà realizzare nel tempo« .
Che cosa cambia per Monaco?
La cancellazione dalla lista grigia significa che il GAFI non considera più necessario mantenere Monaco sotto il proprio regime di monitoraggio rafforzato per le carenze individuate nel piano d’azione del 2024. Per il Principato si tratta di un risultato rilevante sul piano reputazionale, soprattutto nei rapporti con gli interlocutori finanziari internazionali. Monaco dovrà continuare a dimostrare l’efficacia delle riforme adottate. Il Governo ha infatti confermato il mantenimento delle strutture incaricate di coordinare la strategia nazionale antiriciclaggio e ha già avviato tre nuovi interventi: l’aggiornamento continuo del quadro normativo, la creazione di una banca dati statistica nazionale e una terza valutazione dei rischi finanziari.
Il lavoro servirà anche a preparare il prossimo esame del Principato da parte di MONEYVAL, l’organismo del Consiglio d’Europa che valuta i sistemi di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
La sfida, adesso, non è più uscire dalla lista grigia, ma evitare di tornarci.
Tre cose da sapere sulla lista grigia
- Che cos’è? Un elenco di Paesi sottoposti a sorveglianza rafforzata per carenze nei sistemi di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
- Perché Monaco vi era entrata? Nel giugno 2024 il GAFI aveva richiesto interventi concreti per migliorare l’efficacia dei controlli, delle indagini, delle sanzioni e della cooperazione internazionale.
- Che cosa significa uscirne? Che il piano d’azione è stato considerato completato in misura sufficiente da interrompere il monitoraggio rafforzato, pur restando in vigore le normali valutazioni internazionali.
