Il comandante Salvatore D’Amico racconta la missione del D554 Caio Duilio a Monaco per l’Assemblea dell’Organizzazione Idrografica Internazionale.

In occasione dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione Idrografica Internazionale, il Principato di Monaco ospita 104 delegati in rappresentanza dei Paesi membri. Un appuntamento di rilievo per la cooperazione marittima globale, che nei giorni scorsi ha visto l’arrivo nel porto monegasco di diverse unità navali internazionali, tra cui navi di Stati Uniti, Cina, Spagna e Francia, tra fregate e navi idrografiche.
A rappresentare l’Italia, il cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio, una delle unità più avanzate della Marina Militare.
Per l’occasione abbiamo incontrato il comandante Antonio Salvatore D’Amico, con cui abbiamo approfondito il valore strategico della presenza italiana a Monaco.


La presenza del Caio Duilio durante l’Assemblea ha anche un forte valore simbolico: quanto conta oggi la diplomazia navale? La diplomazia navale è fondamentale, perché rappresenta il DNA stesso di una forza armata come la Marina. Le Marine militari hanno sempre svolto questo ruolo ma oggi, in un contesto internazionale complesso, è ancora più centrale. Attraverso la nostra presenza all’estero rappresentiamo l’Italia e contribuiamo concretamente al dialogo e alla cooperazione tra Paesi, soprattutto su temi cruciali come la sicurezza marittima.


Il Caio Duilio è una delle unità più avanzate della flotta italiana: come si integrano le sue capacità con il lavoro degli idrografi? Ogni nave che opera nello scenario internazionale contribuisce alla verifica delle informazioni e alla gestione dei dati marini. La sicurezza della navigazione si basa sulle informazioni fornite dagli istituti idrografici e noi abbiamo la possibilità di validarle direttamente in mare, in tempo reale. È un lavoro sinergico fondamentale per garantire rotte sicure e aggiornate.

In uno scenario internazionale sempre più instabile, quali sono oggi le principali sfide operative per un cacciatorpediniere come il Caio Duilio? Negli ultimi anni lo scenario è cambiato profondamente. Questa unità è stata impiegata per la difesa degli interessi nazionali e per la protezione del traffico mercantile nel Mar Rosso, dove siamo stati tra i primi a operare in questo tipo di missione. Abbiamo garantito la continuità dei flussi commerciali in un’area particolarmente delicata. La nave ha completato tre missioni operative, con rientro lo scorso novembre.
La presenza a Monaco ha anche una valenza istituzionale? Sì, siamo qui per supportare la Forza Armata e in particolare, l’ammiraglio Luigi Sinapi nella sua candidatura a Segretario generale dell’Organizzazione Idrografica Internazionale. Un impegno che conferma il ruolo dell’Italia non solo sul piano operativo, ma anche su quello diplomatico e strategico, in un settore, quello marittimo, sempre più centrale negli equilibri globali.
Caio Duilio: un po’ di storia
Il Caio Duilio è un cacciatorpediniere lanciamissili della Marina Militare. Esso fa parte, con l’Andrea Doria, della classe Orizzonte. La nave prende il nome dal console romano Gaio Duilio che nel 260 a.C. fece costruire un’armata di 120 navi dotate di un ponte mobile con uncini, detto corvo, per riuscire a contrastare la potente flotta nemica cartaginese. Questa invenzione consentì ai Romani di trasformare lo scontro navale in un combattimento corpo a corpo dove potevano esprimere la loro superiorità. Il cacciatorpediniere Caio Duilio è la quarta unità della Marina Italiana che adotta questo storico nome. La prima fu la corazzata che prestò servizio dal 1880 al 1909; la seconda unità fu una nave da battaglia varata nel 1913 e ammodernata nel 1937, che partecipò alla prima e alla seconda guerra mondiale rimanendo poi in servizio fino al 1956, divenendo tra l’altro la prima nave ammiraglia dell’appena costituita Marina Militare repubblicana. La terza fu l’incrociatore lancidamissili varato nel 1960 e ritirato nel 1990, primo vascello di questa tipologia a essere costruito in Italia nel dopoguerra.

A bordo del cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio, operano circa 200 persone di equipaggio, tra ufficiali e marinai. La nave è equipaggiata con 48 missili, 3 cannoni e sistemi di difesa progettati per proteggere l’unità da eventuali minacce. Il suo punto di forza è un radar estremamente avanzato, tra i più potenti oggi in uso, capace di monitorare anche con speciali sensori imbarcati oltre 500 000 Kmq. L’unità imbarca gli elicotteri e garantisce la movimentazione degli elicotteri ruotati sul ponte di volo fino a stato del mare forza 6.
