Il Governo di Monaco presenta un disegno di legge sull’imposta minima del 15% per i grandi gruppi multinazionali, in linea con gli standard OCSE.

Il Governo del Principato di Monaco compie un nuovo passo nell’adeguamento del proprio sistema fiscale agli standard internazionali. È stato infatti depositato al Consiglio Nazionale un disegno di legge che introduce nel diritto monegasco il Pilastro 2 dell’OCSE, che prevede l’applicazione di un’imposta minima effettiva del 15% per i grandi gruppi multinazionali.
La misura, nota come Qualified Domestic Minimum Top-up Tax (QDMTT), riguarda esclusivamente le multinazionali con un fatturato consolidato superiore a 750 milioni di euro ed è parte delle regole elaborate dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nell’ambito del progetto BEPS contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.
Secondo il Governo, la riforma ha un obiettivo preciso: preservare le entrate fiscali del Principato e rafforzarne la sovranità fiscale. Se Monaco non adottasse questo meccanismo, l’imposta integrativa potrebbe infatti essere riscossa da altri Stati aderenti al Pilastro 2 nei quali le multinazionali interessate possiedono una società controllata o la casa madre.
L’Esecutivo sottolinea inoltre che non si tratta di una nuova imposta per le aziende coinvolte. La riforma consente piuttosto che le imposte generate dalle attività economiche svolte nel Principato rimangano a Monaco, anziché confluire nelle casse di altre giurisdizioni.
L’introduzione del nuovo dispositivo punta anche a rafforzare l’attrattività economica del Principato. Per i gruppi multinazionali interessati, operare in un quadro fiscale riconosciuto dall’OCSE consentirà infatti di evitare ulteriori procedure amministrative e obblighi di conformità che potrebbero scoraggiare gli investimenti.
