A MONACO LE FONTANELLE SONO PROTAGONISTE DELL’ESTATE

Le fontanelle di Monaco da oltre 140 anni dissetano residenti e visitatori. Oggi sono 78 e rappresentano anche un gesto concreto contro la plastica.

L’estate 2026 sarà ricordata non solo per il caldo record e per i lunghi mesi senza pioggia ma anche per le code davanti alle fontanelle pubbliche di Monaco. Residenti e turisti si fermano ogni giorno per riempire borracce e bottiglie, rinfrescarsi e riscoprire un patrimonio urbano che da oltre 140 anni accompagna la vita del Principato.

Bere e idratarsi regolarmente, sono tra le regole principali per combattere il caldo. A Monaco farlo è particolarmente facile. Il Principato, che ha sempre prestato grande attenzione alle proprie risorse idriche, come abbiamo raccontato in un nostro precedente articolo, conserva infatti una piccola particolarità urbana che in queste settimane di grande caldo si rivela più preziosa che mai: le fontanelle pubbliche.
Sono 78, distribuite nei diversi quartieri, e fanno parte del paesaggio monegasco da oltre un secolo e mezzo.
Le prime fontane d’acqua sono state installate nel 1871. A quell’epoca poche persone avevano i rubinetti in casa e la gente andava a prendere l’acqua alle fontane”, racconta Marine Peglion, vice-direttrice della Société Monégasque des Eaux.
Da allora le abitudini sono profondamente cambiate, ma le fontanelle sono rimaste. “A Monaco ci sono sempre state, anche se in alcuni periodi erano meno numerose. Oggi ne abbiamo 78 dislocate in tutta la città. Naturalmente alcune sono state rinnovate e altre aggiunte”, aggiunge Peglion.
Ce ne sono di diversi tipi: alcune in metallo verde, con il caratteristico rubinetto in ottone dal sapore antico, altre realizzate nella pietra tipica della regione. Piccoli elementi di arredo urbano che raccontano anche un pezzo della storia del Principato.


In questi giorni, però, sono soprattutto una provvidenziale risposta al caldo. Non è raro vedere persone aspettare il proprio turno per bere, rinfrescarsi o riempire borracce e bottiglie. Un gesto semplice che ha anche un valore ambientale: poter disporre gratuitamente di acqua potabile in città permette di limitare l’acquisto e il consumo di bottiglie di plastica monouso.


QUELLA FONTANELLA CHE PIACE AI CANI

La fontana sulla piazza di Palazzo, accanto alla Rampe Major, dove possono abbeverarsi anche i cani.
La fontana sulla piazza di Palazzo, accanto alla Rampe Major, dove possono abbeverarsi anche i cani nelal vaschetta sottostante.

Tra le tante fontanelle di Monaco ce n’è una che nasconde un curioso aneddoto legato al Principe Alberto II. È quella situata sulla Place du Palais, accanto alla Rampe Major e nei pressi della statua di Francesco Grimaldi, detto “Malizia”.
Si doveva sostituire la fontana e gli operai stavano lavorando quando si avvicinò il Principe Alberto II, che chiese cosa stessero facendo – racconta Marine Peglion – Gli operai spiegarono che la vecchia fontanella sarebbe stata sostituita con un modello più moderno.
Il Sovrano fece allora una domanda molto precisa: il nuovo modello avrebbe avuto, come quello precedente, la vaschetta inferiore nella quale possono bere anche i cani? La risposta fu negativa. Il Principe chiese quindi che venisse mantenuto lo stesso tipo di fontana, proprio perché considerava importante che anche gli animali potessero trovare acqua durante le passeggiate in città ».

Un piccolo episodio che, nelle giornate torride dell’estate 2026, acquista un significato ancora più concreto.


Nel frattempo la rete continua ad aggiornarsi. Tra le fontanelle installate più recentemente ci sono quella in fondo al Jardin d’Apolline, davanti all’edificio Grand Ida e quella nei pressi dello Sporting Monte-Carlo, nell’area dove sono state recentemente rifatte le aiuole.
Sono fontane di nuova generazione, tecnologicamente più evolute ma pensate per inserirsi nel paesaggio urbano monegasco: sempre realizzate in pietra de La Turbie, ma leggermente più alte e moderne.
Cambiano dunque i modelli e la tecnologia ma la funzione rimane quella di 144 anni fa: mettere l’acqua a disposizione di tutti. Nel 1871 si arrivava alla fontana perché in casa spesso non c’era un rubinetto. Nell’estate 2026 ci si torna per cercare sollievo dal caldo, riempire una borraccia e, magari, evitare una bottiglia di plastica in più.