IL PRINCIPE ALBERTO II A FAUCON-DU-CAIRE NEL NOME DI SANTA DEVOTA

S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco ha partecipato alla consacrazione della cappella di Santa Devota nelle Alpi dell’Alta Provenza.

Il Sovrano di Monaco all’inaugurazione della Cappella di Santa Devota e San Giovanni de Matha, ft.©M.Alesi/Palais PrincierMC

C’è un piccolo borgo delle Alpi dell’Alta Provenza, con appena 64 abitanti, che custodisce un legame secolare con Monaco. È Faucon-du-Caire, dove S.A.S. il Principe Alberto II si è recato per partecipare alla consacrazione della rinnovata cappella di Santa Devota e San Giovanni de Matha, un luogo ricco di significato per la storia del Principato.

La cappella, situata nella valle del Sasse e riportata all’antico splendore grazie al lavoro di un’associazione di volontari locali, è strettamente legata alla tradizione delle reliquie di Santa Devota, patrona e protettrice di Monaco. Proprio questo legame storico e spirituale ha reso la presenza del Sovrano particolarmente significativa.

Il Sovrano ha inaugurato con le autorità locali la Cappella dedicata a Santa Devota a Faucon-du-Caire
Il Sovrano ha inaugurato con le autorità locali la Cappella

Accolto dal prefetto delle Alpes-de-Haute-Provence Isabelle Tomatis, dal sindaco Robert Zunino e dalle autorità religiose francesi e monegasche, il Principe ha voluto rendere omaggio ai volontari che hanno dedicato due anni al recupero dell’edificio, sottolineando il valore della tutela del patrimonio locale.

Ha dichiarato il Sovrano: «Questa piccola cappella, che era ormai in rovina, torna a vivere ed è stata consacrata a Santa Devota e a San Giovanni de Matha. È un legame straordinario con il Principato grazie a Santa Devota ed è un bellissimo modo di ridare vita a questo luogo».

Alla cerimonia hanno partecipato anche l’Arcivescovo di Monaco, Monsignor Dominique-Marie David, e il Vescovo di Digne, Riez e Sisteron, Monsignor Emmanuel Gobilliard, che hanno celebrato la consacrazione della cappella davanti ai fedeli.

L’evento ha rappresentato non solo un momento religioso ma anche un’occasione per riaffermare i profondi rapporti culturali e storici che uniscono Monaco ad alcuni territori della vicina Francia.