MONACO ALLA COP17: 1,5 M€ PER PROTEGGERE LA NATURA

Alla COP17 di Erevan, il Principato ribadisce il proprio impegno per la tutela degli ecosistemi terrestri e marini e chiede di trasformare le promesse in risultati concreti.

Il Ministro dell'ambiente, urbanismo e infrastrutture, Céline Caron-Dagioni alla COP17 ad Erevan.
Il Ministro dell’ambiente, urbanismo e infrastrutture, Céline Caron-Dagioni; ft©IISENB/Mike Muzurakis

Proteggere la biodiversità non significa soltanto salvaguardare specie animali e vegetali minacciate, ma difendere gli equilibri naturali dai quali dipende anche il futuro dell’umanità. E per farlo non bastano le dichiarazioni d’intenti: occorrono strategie, finanziamenti e interventi concreti. È questo il messaggio portato dal Principato di Monaco alla COP17 della Convenzione sulla Diversità Biologica, in corso a Erevan, in Armenia.

Martedì 27 ottobre, Céline Caron-Dagioni, Consigliere di Governo-Ministro dell’Equipaggiamento, dell’Ambiente e dell’Urbanistica, è intervenuta a nome del Principato durante la sessione ministeriale di alto livello, riaffermando la volontà di Monaco di contribuire alla protezione della biodiversità mondiale.

Un milione e mezzo di euro per la biodiversità

Tra gli impegni annunciati figura un contributo di 1,5 milioni di euro al Fondo del Quadro mondiale per la biodiversità, previsto nel periodo compreso tra il 2026 e il 2030. Un sostegno finanziario che s’inserisce nell’attuazione dell’accordo internazionale di Kunming-Montréal, adottato nel 2022, che stabilisce gli obiettivi globali per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Il quadro internazionale prevede, tra i suoi traguardi più significativi, la conservazione di almeno il 30% delle terre e dei mari del pianeta entro la fine del decennio.

Proteggere gli ecosistemi terrestri e marini

Parallelamente all’impegno internazionale, Monaco prosegue l’aggiornamento della propria Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030, con l’obiettivo di rafforzare le azioni di tutela degli ambienti naturali, sia terrestri sia marini.

Una sfida particolarmente significativa per un piccolo Stato costiero come il Principato, dove la protezione del Mediterraneo e la gestione sostenibile degli spazi naturali rappresentano questioni ambientali di primo piano. La biodiversità non conosce frontiere: la sopravvivenza degli ecosistemi dipende anche dalla capacità dei Paesi di collaborare e di mettere a disposizione risorse finanziarie adeguate.

Dalle promesse ai risultati

Nel suo intervento, Céline Caron-Dagioni ha insistito proprio sulla necessità di accelerare l’applicazione degli accordi internazionali: « Spetta ora a noi accelerare l’attuazione del Quadro mondiale e trasformare i nostri impegni in risultati concreti« , ha dichiarato. Un richiamo alla responsabilità collettiva che riassume una delle principali sfide della diplomazia ambientale: fare in modo che gli obiettivi sottoscritti dai governi non rimangano sulla carta.