Al Monaco Economic Board l’economista Christophe Barraud ha illustrato le prospettive economiche mondiali per il 2026 considerando le tensioni geopolitiche.

Il Monaco Economic Board (MEB) ha ospitato la tradizionale conferenza dedicata alla congiuntura economica internazionale con Christophe Barraud, uno dei più autorevoli previsori economici al mondo per Stati Uniti, Eurozona e Cina. L’incontro, sostenuto da EFG Bank Monaco, ha riunito oltre 90 imprenditori e operatori della piazza finanziaria del Principato.
Nel suo intervento, Barraud ha descritto un contesto globale caratterizzato da crescente frammentazione economica, divergenze nelle politiche monetarie, tensioni geopolitiche e sfide climatiche che stanno rallentando la crescita mondiale. Secondo le sue stime, nel 2026 l’economia globale crescerà del 2,8%, sotto la soglia del 3% per la prima volta dalla crisi pandemica.
Cina: crescita in rallentamento ma forte spinta all’innovazione
Particolare attenzione è stata dedicata alla Cina, che continua a registrare una crescita significativa ma su basi considerate fragili. La crisi del mercato immobiliare e il rallentamento dei consumi interni stanno spingendo Pechino a investire massicciamente nei settori strategici del futuro, come intelligenza artificiale, semiconduttori e veicoli elettrici. Per il 2026, Barraud prevede una crescita del 4,6%.
Stati Uniti: niente recessione ma forti disuguaglianze
Le prospettive per gli Stati Uniti restano più favorevoli. L’economista stima una crescita del 2,2%, sostenuta dagli investimenti nell’intelligenza artificiale, dalla spesa pubblica e dalla solidità dei consumi delle fasce più abbienti della popolazione. Tuttavia, Barraud ha evidenziato una ripresa a due velocità: mentre i mercati finanziari continuano a registrare risultati positivi, molte famiglie a basso reddito affrontano crescenti difficoltà economiche e un aumento dell’indebitamento.
Europa, l’area più vulnerabile
Lo scenario più complesso riguarda l’Europa. L’aumento dei costi energetici, le tensioni internazionali e le misure protezionistiche statunitensi stanno pesando sull’economia dell’Eurozona. La crescita prevista per il 2026 è stata rivista allo 0,5%, mentre l’inflazione potrebbe tornare a salire oltre il 3%. Secondo Barraud, il rischio di stagnazione economica e di una possibile recessione tecnica rimane concreto, soprattutto per alcuni settori particolarmente esposti come i servizi e il turismo.
Monaco guarda alla Cina
Al termine della conferenza, il dibattito con il pubblico si è concentrato in particolare sulla Cina, tema che ha suscitato grande interesse tra i presenti. Un segnale importante in vista della missione economica che il Monaco Economic Board organizzerà nel Paese asiatico il prossimo autunno. L’incontro si è concluso con una sessione di networking che ha consentito agli imprenditori del Principato di confrontarsi direttamente con uno degli analisti economici più apprezzati a livello internazionale.

