CRISTINA SCOCCHIA A MONACO: IL CORAGGIO DI PROVARCI

Alla Société Nautique di Monaco, l’Amministratore Delegato di Illy caffè Cristina Scocchia ha raccontato il suo percorso umano e professionale durante un incontro organizzato da MonteCarloin.net.

Cristina Scocchia ha parlato della sua esperienza, che si può trovare nel libro autobiografico, Ft.©WSM Editions

Davanti a una sala gremita della Société Nautique di Monaco, Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di Illy caffè e tra le manager più influenti del panorama internazionale, ha condiviso la propria esperienza professionale e personale in occasione della presentazione del suo libro Il coraggio di provarci. L’evento, organizzato da MonteCarloin.net in collaborazione con House & Co., si è svolto alla presenza dell’Ambasciatrice d’Italia nel Principato di Monaco, Manuela Ruosi.

A dialogare con l’autrice è stata il direttore di MonteCarloin.net, Cinzia Colman, che ha guidato una conversazione sincera e ricca di spunti sul valore della determinazione, della leadership e del talento femminile.

Dalla Liguria ai vertici dell’economia internazionale

Nata a Coldirodi, sulle alture di Sanremo, Cristina Scocchia ha raccontato come la sua infanzia in una famiglia semplice abbia contribuito a forgiare il suo carattere. «Sono sempre stata determinata. Da bambina dicevo che da grande volevo fare il Generale dei Carabinieri», ha raccontato sorridendo. Un momento decisivo fu la scelta dell’università. Contro il parere iniziale della famiglia, insistette per iscriversi all’Università Bocconi di Milano. Una sfida che vinse grazie alla sua tenacia e al sostegno finale del padre, che le affidò i risparmi di una vita chiedendole soltanto di dare il massimo.

Il sogno chiamato Procter & Gamble

Durante gli anni universitari, la giovane Scocchia partecipò a una presentazione aziendale di Procter & Gamble. Fu amore professionale a prima vista. Dopo aver inviato la candidatura, attese un anno prima di essere convocata. Quell’opportunità avrebbe segnato l’inizio di una carriera straordinaria che l’ha portata a ricoprire ruoli di vertice in aziende come Procter & Gamble, L’Oréal, KIKO e oggi Illycaffè.

cinzia Colman intervista Cristina Scocchia

Leadership, squadra e meritocrazia

Nel corso dell’incontro, Scocchia ha sottolineato come il concetto di leadership sia profondamente cambiato. «Oggi non si può più pensare a una sola persona al comando. Servono squadre forti, empatia, capacità di ascolto e meritocrazia. I risultati si ottengono valorizzando le persone».

Una filosofia che ha accompagnato tutta la sua carriera e che le ha permesso di affrontare con successo situazioni aziendali spesso complesse.

Parlando di illycaffè, ha ricordato come il settore del caffè stia vivendo una fase particolarmente delicata, segnata dall’aumento dei costi delle materie prime, dai cambiamenti climatici e dalle tensioni geopolitiche che incidono sulle catene di approvvigionamento globali.

Essere donna ai vertici

Uno dei momenti più apprezzati dal pubblico è stato il racconto delle difficoltà incontrate come donna manager in Italia. Scocchia ha ricordato un episodio emblematico avvenuto durante una riunione di lavoro. Un rappresentante commerciale, ignorando che fosse il nuovo amministratore delegato, le chiese di appendere il cappotto, scambiandola per una segretaria. «Gli risposi che il cappotto glielo avrei anche appeso ma che prima dovevo presentarmi: ero il nuovo amministratore delegato dell’azienda».

Un aneddoto che ha suscitato sorrisi ma che evidenzia come certi stereotipi siano ancora presenti. Pur dichiarandosi contraria in linea di principio alle quote rosa, Scocchia ha riconosciuto che in Italia continuano a essere uno strumento necessario per favorire una reale parità di opportunità.

Il rapporto con l’Italia

La manager ha espresso anche una riflessione sul sistema economico italiano, evidenziandone luci e ombre. Da un lato la straordinaria creatività degli italiani, dall’altro una burocrazia spesso lenta e la difficoltà di fare sistema. «Abbiamo talenti straordinari ma spesso non riusciamo a valorizzarli come dovremmo», ha osservato. E sull’intelligenza artificiale ha spiegato che sarà necessario un vero equilibrio per non causare una guerra dei poveri!.

Il ruolo più importante: essere madre

Accanto alla carriera, Cristina Scocchia ha parlato con emozione della sua esperienza di madre. In sala era presente anche il figlio adolescente, che la manager ha indicato come la sua più grande fonte di orgoglio. Ha raccontato come la maternità abbia cambiato profondamente la sua vita e la sua scala di valori, ricordando con commozione i momenti difficili vissuti durante la gravidanza. « Oggi spero che mio figlio capisca quanto impegno serva per realizzare i propri sogni e trovi il coraggio di inseguire i suoi« .

Il consiglio alla Cristina di ieri

In chiusura, Cinzia Colman ha posto una domanda semplice ma significativa: cosa direbbe oggi alla Cristina ragazza? La risposta è arrivata senza esitazioni: « Di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno ».

Una frase che sintetizza perfettamente il messaggio dell’intera serata: credere nelle proprie capacità, affrontare le difficoltà con determinazione e non smettere mai di provare. Perché, come dimostra la storia di Cristina Scocchia, il coraggio può davvero cambiare una vita.