Al Tunnel Riva, il Comitato Dante Alighieri ha riunito danza, tecnologia e riflessione artistica in una serata dedicata a Coppél-i.A di Jean-Christophe Maillot.

L’intelligenza artificiale potrà un giorno sostituire la creatività di un coreografo o l’emozione di un ballerino? La risposta emersa dalla serata organizzata al Tunnel Riva di Monaco è stata chiara: la tecnologia può ampliare le possibilità dell’arte ma non sostituire la sensibilità umana.
L’incontro, promosso dal Comitato Dante Alighieri di Monaco, in collaborazione con Les Ballets de Monte-Carlo e AI Monaco di Leonardo Fabbri, ha preso spunto da Coppél-i.A., la reinterpretazione contemporanea del celebre balletto Coppélia firmata da Jean-Christophe Maillot.

Dopo l’introduzione della presidente della Dante Alighieri di Monaco, Maria Betti e alcune spiegazioni di Leonardo Fabbri sull’Intelligenza Artificiale, Geoffroy Staquet, scrittore e drammaturgo dei Ballets de Monte-Carlo, ha illustrato il significato dell’opera di Maillot, accompagnando il suo intervento con la proiezione di alcune scene del balletto.

La serata ha alternato riflessioni, immagini del balletto e danza dal vivo. Particolarmente suggestiva la presenza della ballerina che, attraverso una coreografia con lunghi fili neri, ha evocato visivamente il rapporto tra corpo umano e controllo artificiale, accompagnata dalla musica di un contrabbasso.
In Coppél-i.A, la storia del giovane affascinato da una bambola meccanica diventa una riflessione attualissima sull’attrazione verso gli esseri artificiali, sui sentimenti e sul confine tra ciò che è umano e ciò che è programmato.
Leonardo Fabbri, fondatore dell’AI Laboratory Monaco e ideatore dell’incontro, ha affrontato interrogativi che riguardano non soltanto il futuro della danza ma anche il nostro rapporto quotidiano con le nuove tecnologie. Un algoritmo potrà suggerire una coreografia, elaborare movimenti e creare immagini sorprendenti. Ma potrà mai trasmettere la stessa emozione di un artista in carne e ossa?
La conclusione, condivisa anche dal pubblico, è che la creatività umana resta insostituibile. Perché la danza non è soltanto perfezione tecnica: è interpretazione, sensibilità e capacità di comunicare emozioni.

