MARINETTI E IL FUTURISMO A MONACO: L’ARTE TRA MODERNITÀ E CONTRADDIZIONI

In occasione delle XXVI Settimana della lIngua Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia e il Teatro della Vita danno appuntamento mercoledì 21 ottobre al Teatro des Variétés, con la Gran Serata Futurista.

Il Futurismo fu una rivoluzione artistica e culturale che volle rompere con il passato, celebrare la velocità, le macchine, il movimento e il progresso. Fu anche un movimento dalle profonde contraddizioni, che arrivò a esaltare la guerra e la violenza come strumenti di rinnovamento della società. È questa complessa stagione della cultura italiana del Novecento a tornare protagonista a Monaco, con la Gran Serata Futurista, spettacolo di e con Massimiliano Finazzer Flory, affiancato dalla ballerina Chiara Taviani.

L’appuntamento celebra i 150 anni dalla nascita di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo. Quando la parola diventò movimento Nel 1909 Marinetti pubblicò sul quotidiano francese Le Figaro il primo Manifesto del Futurismo, lanciando una sfida radicale alla cultura tradizionale. Il nuovo movimento rifiutava l’immobilismo, esaltava l’energia della società industriale e cercava linguaggi artistici capaci di rappresentare un mondo in continua accelerazione.

La rivoluzione futurista investì la pittura, la scultura, la letteratura, la musica e il teatro. Anche la lingua doveva cambiare: Marinetti sperimentò le celebri parole in libertà, liberando la scrittura dalle convenzioni sintattiche e trasformando suoni, rumori e ritmo in strumenti espressivi.

Finazzer Flory, che da anni porta in scena la letteratura italiana, ha costruito la Gran Serata Futurista proprio attorno alla forza di quei testi. Nelle precedenti rappresentazioni ha interpretato manifesti e scritti di Marinetti e di altri protagonisti dell’avanguardia, tra cui Giovanni Papini, intrecciando la declamazione teatrale con musica, immagini e danza.

A Monaco sarà Chiara Taviani ad accompagnarlo attraverso il linguaggio del corpo, dando forma scenica al movimento e al dinamismo tanto cari ai futuristi.

Un’avanguardia artistica, ma anche politica

Raccontare Marinetti significa però affrontare anche gli aspetti più controversi del suo pensiero. L’entusiasmo futurista per il progresso tecnologico si accompagnava infatti all’esaltazione della forza e della guerra. Marinetti sostenne l’intervento dell’Italia nella Prima guerra mondiale e, nel dopoguerra, aderì al nascente movimento fascista di Benito Mussolini.

Una vicenda che rende il Futurismo uno dei capitoli più innovativi ma anche più complessi, della storia culturale italiana: da una parte la straordinaria libertà creativa, dall’altra idee politiche.

A oltre un secolo di distanza, la sua ossessione per la velocità e la trasformazione della società conserva una sorprendente attualità, in un mondo dominato dalla tecnologia, dall’intelligenza artificiale e da cambiamenti sempre più rapidi.

Questa Gran serata futurista sarà una dedica all’amore per la vita, la velocità, la bellezza del progresso, dell’azione e del dinamismo che si fa arte, spiega Carolina Mosti, presidente dell’associazione Il Teatro della Vita.